Obesità, perché il peso eccessivo rende le infezioni molto più pericolose

obesità

Vivere con obesità espone a un rischio molto più elevato di ricovero ospedaliero e di morte in caso di infezioni comuni. È quanto emerge da un ampio studio pubblicato su The Lancet e rilanciato dal Financial Times, che invita a riconsiderare l’impatto dell’eccesso di peso ben oltre le patologie croniche tradizionalmente associate.

Secondo la ricerca, le persone con obesità grave presentano un rischio fino al 70% più alto di sviluppare infezioni gravi come influenza, polmonite, gastroenterite e infezioni delle vie urinarie e respiratorie. Il dato suggerisce che il peso corporeo possa compromettere in modo significativo la risposta dell’organismo anche di fronte a malattie infettive comuni.

Obesità: un rischio sottovalutato

Negli ultimi trent’anni i tassi di obesità sono più che raddoppiati a livello globale e continuano a crescere. Finora l’attenzione si è concentrata soprattutto su diabete, malattie cardiovascolari e altre condizioni croniche. Lo studio indica invece che l’obesità rappresenta un fattore di rischio trasversale, capace di influenzare l’esito di numerose infezioni.

Come spiegato al Financial Times da Mika Kivimäki, autore principale della ricerca e docente alla University College London, il legame osservato con un’ampia gamma di malattie infettive suggerisce l’esistenza di meccanismi biologici generali, plausibilmente legati a un indebolimento del sistema immunitario. In altre parole, l’obesità potrebbe ridurre la capacità dell’organismo di difendersi da batteri, virus, parassiti e funghi, favorendo forme più gravi di malattia.

Dati, limiti e differenze tra Paesi

Lo studio si basa sull’analisi di circa 540.000 persone seguite nel Regno Unito e in Finlandia. I ricercatori stimano che nel 2023 l’obesità possa aver contribuito a oltre il 10% dei decessi globali legati a malattie infettive. Il rischio aumenta progressivamente con l’indice di massa corporea: nei casi più gravi, la probabilità di esiti negativi risulta fino a tre volte superiore rispetto alle persone con peso nella norma.

Il legame non emerge però per tutte le infezioni. Lo studio non rileva, ad esempio, un aumento significativo del rischio di ricovero o morte per HIV e tubercolosi tra le persone con obesità.

Gli autori sottolineano anche i limiti dell’analisi: si tratta di dati osservazionali, che non consentono di dimostrare un rapporto di causa-effetto, e i campioni studiati non sono pienamente rappresentativi della popolazione globale.

Vaccini, prevenzione e disuguaglianze

Come evidenzia ancora il Financial Times, l’impatto dell’obesità varia sensibilmente tra Paesi. Nel 2023, negli Stati Uniti circa un quarto dei decessi infettivi nei Paesi ad alto reddito risulta associato all’obesità; nel Regno Unito il rapporto scende a uno su sei, mentre in Vietnam la quota si ferma all’1,2%.

Gli esperti richiamano l’attenzione sulla prevenzione. Da un lato, servono politiche che migliorino l’accesso a cibi sani e favoriscano l’attività fisica. Dall’altro, per le persone con obesità diventa cruciale mantenere aggiornate le vaccinazioni raccomandate, riducendo il rischio di complicanze gravi.

Con tassi di obesità destinati a crescere, avvertono i ricercatori, senza interventi mirati aumenteranno anche i ricoveri e i decessi per infezioni legati all’eccesso di peso. Un segnale che rafforza l’urgenza di considerare l’obesità non solo come una condizione cronica, ma come un fattore chiave anche nella salute infettiva.

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