Leucemia linfatica cronica, Aifa approva la rimborsabilità di pirtobrutinib di Lilly

lilly leucemia

Un nuovo strumento terapeutico è ora disponibile per i pazienti italiani con leucemia linfatica cronica in fase avanzata. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib, il primo e unico inibitore non covalente della tirosina chinasi di Bruton, per il trattamento di pazienti adulti con LLC recidivante o refrattaria che sono stati precedentemente trattati con un inibitore covalente di BTK. Il farmaco, sviluppato da Lilly, è disponibile in fascia H con monitoraggio tramite Registro AIFA, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso 26 marzo.

Una malattia in crescita con bisogni ancora insoddisfatti

La leucemia linfatica cronica è la forma di leucemia più frequente negli adulti nei Paesi occidentali, con un’incidenza stimata di 5 casi ogni 100.000 persone. In Italia si registrano circa 3.000 nuovi casi all’anno. È una malattia tipicamente dell’età avanzata: il 40% delle diagnosi avviene oltre i 75 anni, solo il 15% prima dei 50. Si caratterizza per l’accumulo nel sangue e negli organi linfoidi di linfociti B patologici, con progressivo coinvolgimento di linfonodi e milza.

Nonostante i significativi progressi terapeutici degli ultimi anni, molti pazienti sviluppano nel tempo resistenza ai trattamenti disponibili o li interrompono per intolleranza. Ed è proprio per questa popolazione, quella che ha già esaurito le opzioni standard, che pirtobrutinib rappresenta una risposta concreta.

Un meccanismo d’azione diverso

La differenza rispetto agli inibitori di BTK già disponibili sta nel modo in cui il farmaco si lega alla sua proteina bersaglio. Gli inibitori covalenti di prima e seconda generazione si legano in modo permanente e irreversibile. Pirtobrutinib invece agisce in modo non covalente, cioè reversibile, e questo gli consente di aggirare le mutazioni di resistenza che si sviluppano nel tempo con i trattamenti precedenti.

“Grazie al suo meccanismo d’azione unico e reversibile, pirtobrutinib è in grado di superare le resistenze molecolari che si sviluppano durante i trattamenti precedenti, offrendo una nuova e concreta opportunità di controllo della malattia con un profilo di sicurezza molto gestibile”, ha dichiarato Paolo Ghia, professore ordinario di Oncologia Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

I dati clinici

A supportare l’approvazione ci sono i risultati dello studio di fase 1/2 BRUIN, pubblicati sul New England Journal of Medicine nel 2023, che hanno dimostrato risposte cliniche durature in una popolazione di pazienti fortemente pretrattata, inclusi casi con prognosi sfavorevole. Lo studio di fase 3 CLL-BRUIN 321 ha poi confrontato pirtobrutinib con il trattamento standard di riferimento nello stesso contesto, dimostrando la sua superiorità in termini di efficacia.

“I dati clinici dimostrano che pirtobrutinib garantisce un’efficacia significativa in pazienti con LLC recidivante o refrattaria, colmando un importante vuoto terapeutico”, ha commentato Pier Luigi Zinzani, professore ordinario di Ematologia e direttore dell’Istituto di Ematologia dell’Università di Bologna. “Disporre finalmente di questa opzione rimborsata in Italia ci permette di gestire con maggiore flessibilità e precisione il percorso di cura.”

Il secondo utilizzo in Italia

Non è la prima volta che pirtobrutinib ottiene un riconoscimento regolatorio nel nostro Paese. Dal 2023 il farmaco è già rimborsato in Italia per il trattamento del linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario, un’altra patologia ematologica in cui il meccanismo BTK gioca un ruolo centrale. L’approvazione nella LLC rappresenta quindi l’estensione di un percorso già avviato verso i tumori del sangue più difficili da trattare nelle fasi avanzate.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.