Non sono più solo le sigarette tradizionali a preoccupare gli esperti. Oggi l’allarme riguarda la dipendenza da nicotina in tutte le sue forme, dalle e-cig ai prodotti a tabacco riscaldato fino alle nicotine pouches.
Secondo i dati presentati alla European Conference on Tobacco or Health, in corso a Milano e organizzata da LILT, circa 4 milioni di adolescenti europei tra i 13 e i 15 anni utilizzano prodotti del tabacco.
Nel Regno Unito le sigarette elettroniche hanno ormai superato quelle tradizionali tra i più giovani. E uno studio irlandese presentato al congresso mostra che quasi 4 ragazzi su 10 tra i 15 e i 18 anni hanno già provato una e-cig.
La prima sigaretta elettronica anche prima dei 13 anni
I dati più preoccupanti riguardano l’età di inizio. Secondo gli esperti, quasi 1 adolescente su 7 inizia a svapare prima dei 13 anni.
In Italia i consumatori regolari di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato nella fascia 18-34 anni sono circa 1,7 milioni, secondo le stime Iss-Istat ricordate durante il congresso.
Gli specialisti denunciano soprattutto il ruolo del marketing digitale. Social network, influencer e campagne online trasformano la nicotina in un prodotto percepito come moderno, innocuo e “cool”.
“Il problema oggi è la dipendenza da nicotina”
Per Silvano Gallus, presidente del comitato scientifico di Ectoh 2026, la strategia della cosiddetta “riduzione del danno” promossa dall’industria del tabacco apre interrogativi sempre più rilevanti sul piano della salute pubblica.
“Oggi il problema non riguarda più soltanto le sigarette tradizionali, ma la dipendenza da nicotina nel suo complesso”, ha spiegato.
Anche Roberto Boffi sottolinea il rischio di normalizzazione della nicotina tra i più giovani: “Il vero pericolo è che venga percepita come innocua o banale”.
Il rischio del “consumo duale”
Gli esperti mettono in guardia anche dal cosiddetto consumo duale, cioè l’uso contemporaneo di sigarette tradizionali ed e-cig.
Secondo i dati presentati al congresso, oltre l’80% degli utilizzatori di sigarette elettroniche in Italia continua anche a fumare sigarette classiche.
Una combinazione che aumenta i rischi per la salute. I ricercatori parlano di un incremento del 29% del rischio cardiovascolare, del 39% del rischio di ictus, del 41% del rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva e del 42% del rischio di patologie del cavo orale rispetto ai fumatori esclusivi di sigarette tradizionali.
Instagram e social nel mirino
Uno studio francese citato durante il summit ha individuato nel solo 2024 centinaia di annunci illegali online dedicati ai prodotti alla nicotina.
Nel mirino soprattutto Instagram, dove influencer e campagne pubblicitarie puntano su aromi, lifestyle e promozioni rivolte ai giovanissimi.
Gli specialisti chiedono quindi controlli più severi sulla pubblicità digitale e maggiori investimenti nella prevenzione e nei percorsi per smettere di fumare.


