Obesità e colesterolo nei bambini: i rischi per il cuore iniziano già nei primi anni di vita

obesità infantile

Infarto e ictus vengono ancora percepiti come problemi “da adulti”. Eppure i primi segnali del rischio cardiovascolare possono comparire molto prima, spesso già durante l’infanzia. Secondo i pediatri italiani, le alterazioni che nel tempo possono favorire aterosclerosi, ipertensione e malattie cardiache iniziano infatti nei primi dieci anni di vita, spesso senza sintomi evidenti. Un fenomeno che oggi preoccupa sempre di più gli specialisti, complice l’aumento di obesità infantile, sedentarietà e alimentazione ultra-processata.

Il tema è al centro del Congresso Italiano di Pediatria in corso a Padova, dove la Società Italiana di Pediatria ha presentato la prima guida completa dedicata alla salute cardiovascolare dei bambini.

Il cuore si protegge già dall’infanzia

Le nuove indicazioni insistono su un concetto chiave: la prevenzione cardiovascolare deve iniziare molto prima dell’età adulta.

Secondo i pediatri, oltre agli stili di vita corretti servono anche controlli precoci e regolari di pressione arteriosa, colesterolo e metabolismo del glucosio.

“La pressione arteriosa dovrebbe essere misurata almeno una volta l’anno a partire dai 5 anni”, spiega Marco Giussani.

Anche il colesterolo, sottolineano gli esperti, non va considerato un problema esclusivamente adulto. La raccomandazione è eseguire almeno un controllo tra i 9 e gli 11 anni, soprattutto in presenza di familiarità o altri fattori di rischio.

Obesità infantile e “sedentarietà digitale”

A preoccupare è soprattutto il cambiamento delle abitudini quotidiane.

Oggi circa il 25% delle calorie assunte dai bambini arriva da junk food e alimenti ultra-processati. A questo si aggiunge quella che i pediatri definiscono “sedentarietà digitale”: sempre più tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e schermi, con meno attività fisica, peggioramento del sonno e aumento del rischio di ipertensione.

Secondo i dati presentati al congresso, l’ipertensione interessa circa il 4% della popolazione pediatrica. Ma il rischio raddoppia nei bambini in sovrappeso e aumenta fino a sei volte nei bambini obesi.

Cresce anche il diabete di tipo 2

Negli ultimi anni sta aumentando anche il diabete di tipo 2 in età pediatrica, una malattia che fino a poco tempo fa riguardava quasi esclusivamente gli adulti.

Uno studio italiano ha rilevato alterazioni del metabolismo del glucosio in circa il 22% nei casi di obesità infantile sotto i 10 anni.

Per gli specialisti il problema non riguarda soltanto il peso corporeo, ma un insieme più ampio di fattori metabolici che possono influenzare la salute cardiovascolare futura.

I primi mille giorni di vita

La prevenzione, spiegano i pediatri, dovrebbe iniziare addirittura prima dell’infanzia vera e propria.

“L’alimentazione materna e le abitudini nei primi due anni influenzano lo sviluppo metabolico e il rischio cardiovascolare futuro”, sottolinea Rino Agostiniani. “È una finestra cruciale su cui intervenire precocemente”.

L’obiettivo delle nuove linee guida è spostare sempre di più l’attenzione dalla cura alla prevenzione, intervenendo sui fattori di rischio quando il danno cardiovascolare è ancora evitabile.

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