Coca-Cola: maxi-ritiro in Europa per eccesso di clorato, di che si tratta

coca cola

Iniziamo col dire che il caso non sembra riguardare l’Italia, ma la notizia del maxi-ritiro di diversi lotti di bevande della Coca-Cola in alcuni Paesi europei è di quelle che fanno rumore. A spingere il produttore a questa decisione, l’eccessivo contenuto di clorato. Ma di che si tratta e quali bibite sono coinvolte?

Le bevande coinvolte

Il richiamo riguarda lattine e bottiglie di vetro di Coca-Cola, Sprite, Fanta, Fuze Tea, Minute Maid, Nalu, Royal Bliss e Tropico in Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania, Francia e Lussemburgo, messe in circolazione dalla fine di novembre.

Questi prodotti riportano “un codice di produzione che va dal 328 Ge al 338 Ge (compreso)”. La maggior parte dei prodotti e quelli che non sono stati venduti sono già stati rimossi dagli scaffali dei negozi, ha annunciato il gruppo, chiedendo di non consumare i prodotti in questione.

Lo stabilimento della Coca-Cola coinvolto

La bevande possono essere restituite al punto vendita per ottenere un rimborso. “Presso il nostro sito di produzione di Gand stiamo effettuando dei test nell’ambito delle nostre procedure di controllo e di conformità alle normative. Questi test hanno individuato livelli elevati di clorato”, hanno precisato dal gruppo.

Che cos’è il clorato

Nel mirino “un sale di cloro, un disinfettante che si usa molto comunemente anche per la disinfezione dell’acqua”, spiega all’Adnkronos Salute Filippo Drago, ordinario di farmacologia clinica Università di Catania. “Di per sé il clorato non è tossico, diventa invece tossico se si va oltre i limiti”. Dosi elevate, continua Drago, “danneggiano soprattutto alcuni organi perché, essendo uno ione di cloro, interferisce con diverse funzioni fisiologiche, come per esempio a livello della tiroide o dei reni. Quindi ci sono sicuramente organi che possono essere più vulnerabili ad un’intossicazione legata all’assunzione di elevate quantità di questo ione”.

I rischi per la salute

L’esposizione acuta a elevati livelli di clorato negli alimenti “può manifestarsi con molteplici sintomi, come nausea e vomito, crampi addominali, mal di testa, affaticamento e debolezza muscolare ed è motivo di preoccupazione per la salute pubblica, in particolare per gruppi vulnerabili come i bambini e le persone con carenze di iodio”, precisa l’immunologo clinico Mauro Minelli, docente di nutrizione all’Università Lum.

“Il motivo – dice lo specialista all’Adnkronos Salute, commentando il maxi-ritiro di bevande – risiede nel fatto che l’eccessivo contenuto di clorato negli alimenti o nelle bevande può interferire con l’assorbimento dello iodio da parte della ghiandola tiroidea, compromettendo la sintesi degli ormoni tiroidei. Ciò induce uno stato di ipotiroidismo funzionale, con effetti più pronunciati nei soggetti con una carenza di iodio preesistente: nei bambini può influire sulla crescita e sullo sviluppo cognitivo, mentre nelle donne in gravidanza potrebbe compromettere lo sviluppo del sistema nervoso del feto”.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.