“Quattro morti in sei mesi per la chirurgia estetica: una cosa che fa paura. Questo non è possibile, ecco perchè occorre intervenire. Al di là della sicurezza delle strutture, aspetto che richiede la vigilanza di Asl e Nas, il tema importante è: chi sono gli operatori autorizzati a eseguire questo tipo di interventi?”.
Parola di Maurizio Ressa, presidente della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre) e direttore della Struttura complessa di Chirurgia plastica dell’Irccs ‘Giovanni Paolo II’ di Bari.
Ressa parla di sicurezza con Fortune Italia all’indomani del decesso di una donna di 47 anni dopo un intervento di liposuzione in uno studio medico privato nel quartiere Primavalle.
Al lavoro su una legge che metta fine al far west
Il fatto è, ragiona il presidente Sicpre, che nel settore in questo momento c’è il far west. Alimentato anche dalle pubblicità sui social. “Siamo rimasti con una legge di 70 anni fa: chi si laureava in Medicina e chirurgia poteva fare qualunque cosa tranne l’anestesista, il radiologo e il medico nucleare. Ma non basta un corso per diventare specialisti di chirurgia estetica. Noi – sottolinea Ressa – vogliamo regolamentare il settore, proprio come è accaduto con la legge del 2012 per l’inserimento delle protesi mammarie. Così ci stiamo muovendo come Sicpre con il ministero della Salute, il sottosegretario Marcello Gemmato e il presidente della Fnomceo Filippo Anelli: stiamo preparando una bozza di legge per cercare di regolamentare chi deve fare questo tipo di interventi”.
“La bozza di questa legge è alla rifinitura, poi farà il suo percorso, che auspichiamo sia il più veloce possibile”.
Liposuzione: l’ultima morte e i rischi degli interventi low cost
Linee guida ad hoc
Non solo. “Con l’Istituto superiore della sanità stiamo lavorando su delle linee guida relative a chi, come e dove fare gli interventi di chirurgia estetica”, aggiunge lo specialista, che puntualizza: “Non si tratta di procedure da prendere sottogamba. O di ‘ritocchini’, come si dice spesso. Raccomando invece sempre di ricordare che si tratta di interventi chirurgici che, che come tali, vanno affrontati con la massima serietà”.
Il messaggio ai cittadini “è quello di verificare sul sito della Fnomceo se il medico scelto è uno specialista preparato. Ma è anche importante conoscere l’operatore, sottoponendosi a una visita e facendosi spiegare i dettagli relativi all’intervento, chiedendo anche dove sarà eseguito. Ancor più importante è diffidare dei social: ognuno può dire ciò che vuole, ma non basta essere un grande comunicatore per assicurare competenza”. E sicurezza.
Ecco, allora prendiamo con le pinze i mirabolanti ‘prima e dopo’ che vediamo sui social e “diffidiamo dei bassi costi. Putroppo non c’è una legge che vieta la pubblicità di questo tipo sui social media. Per contrastrare questo fenomeno – racconta il presidente Sicpre – ci siamo inventati una piattaforma: Plasticamente, dove cerchiamo di dare informazioni corrette sui vari argomenti, il prossimo sarà la blefaroplastica”.
Sicurezza al primo posto
“Quando si parla di ‘ritocchini’ o ‘revisioni in pausa pranza’, si banalizzano procedure che invece sono interventi chirurgici a tutti gli effetti. Anche la liposuzione lo è: senza grande manualità, perizia ed esperienza, la chirurgia estetica può comportare rischi. E la preparazione è fondamentale anche per gestire al meglio eventuali problemi”, conclude lo specialista.


