Rischiare la vita a poco meno di due anni per colpa del morbillo. Accade in Italia, dove dall’inizio dell’anno sono stati registrati 334 casi, con un raddoppio dei contagi a maggio rispetto al mese precedente.
La storia che raccontiamo oggi arriva di Firenze e ha come protagonista una bambina di diciannove mesi, rimasta in rianimazione per 10 giorni. Ora ha finalmente lasciato il reparto dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, e il peggio “sembra davvero passato”, fanno sapere i sanitari. Ma questa esperienza riaccende i riflettori sui rischi legati ai viaggi all’estero e al calo delle vaccinazioni.
La storia
La bimba, che non era ancora stata vaccinata, avrebbe infatti contratto il morbillo nel corso di un soggiorno all’estero, in un Paese “dove la circolazione della malattia è ancora molto sostenuta”, dicono i sanitari.
Pochi giorni dopo il rientro in Italia si sono manifestato i primi sintomi, peggiorati poi in modo drastico, tanto da richiedere il ricovero al Meyer per ricevere cure di terzo livello.
L’intubazione e le cure in ospedale
Il morbillo, infatti, non è affatto una malattia banale. Nel caso della bimba ha provocato una severa forma di polmonite che ne ha compromesso la capacità respiratoria, rendendo necessaria l’intubazione. Una procedura essenziale per consentirle di respirare.
La polmonite dovuta a infezione polmonare da morbillivirus si verifica in circa il 5% dei pazienti e può essere molto grave, soprattutto nei più piccoli. “Nei casi fatali di morbillo nei neonati, la polmonite è spesso la causa della morte”, precisano i medici dell’ospedale pediatrico fiorentino.
Dopo l’estubazione, la piccola paziente ha avuto bisogno di supporto respiratorio non invasivo per alcuni giorni. Poi la prognosi è stata sciolta e la bimba è tornata in reparto.
L’appello dei sanitari
“È fondamentale che i bambini vengano vaccinati contro il morbillo e che questo venga fatto rispettando le tempistiche raccomandate dal calendario vaccinale”, raccomanda la professoressa Luisa Galli, responsabile Malattie infettive dell’Aou Meyer Irccs.
Non solo: in tempo di vacanze “è importante controllare che il bambino sia vaccinato prima di intraprendere un viaggio in Paesi dove la circolazione di queste malattie è ampia. Il morbillo può essere ancora pericoloso, soprattutto per i bambini più piccoli”, ricorda Galli.

