Una piccola rivoluzione che semplifica la vita dei malati di diabete (ma anche dei pazienti con scompenso cardiaco e insufficienza renale cronica). Come previsto dalla Legge di Bilancio 2024, il CdA dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato il passaggio dalla distribuzione diretta a quella nelle farmacie territoriali e l’abolizione dei piani terapeutici delle gliflozine.
Si tratta di anti-diabetici di nuova generazione utilizzati anche per scompenso cardiaco congestizio e insufficienza renale cronica.
Semplificazione reale per i malati di diabete
Non a caso la decisione è stata salutata con “grande soddisfazione” dalla presidente Fand – Associazione Italiana Diabetici, Manuela Bertaggia.
La novità segna un’accelerazione verso la semplificazione, ma anche nella direzione di una maggiore aderenza alle terapie. Con un impatto positivo sulle liste di attesa: i pazienti infatti, precisano dall’Agenzia di via del Tritone, non dovranno più sottoporsi a una visita specialistica per il rinnovo dei piani terapeutici. In pratica, per accedere al farmaco basterà la ricetta ripetibile.
E conti meno salati
Nonostante la Finanziaria dello scorso anno non preveda vincoli di invarianza dei costi relativi alle riclassificazioni, l’Agenzia guidata da Robert Nisticò ha concluso la rinegoziazione con le quattro aziende produttrici delle gliflozine, ottenendo “un’importante riduzione dei prezzi, con la stipula di nuovi contratti vincolati al patto di riservatezza”, sempre vigente in Italia come in altri Paesi d’Europa.
Questo per dire che, pur senza fare cifre, Aifa prevede “un risparmio sulla base dei costi medi nazionali” grazie alla semplificazione. Fermo restando che, come previsto dalla stessa Finanziaria 2024, spetterà poi al tavolo sul Monitoraggio della spesa istituito presso il ministero della Salute di valutare il reale impatto della misura.
“Questa decisione viene, da un lato, incontro alle persone con diabete e alle loro famiglie, soprattutto quelle che vivono nelle aree interne, lontano dalle città, perché facilità l’accesso a questi farmaci. Dall’altro – conclude Manuela Bertaggia – rispecchia la visione che Fand sempre caldeggia, ossia la semplificazione dei percorsi per una malattia di per sé già complessa. Semplificazione per i cittadini che ne soffrono, ma anche per i familiari e i professionisti della salute che se ne prendono cura”.

