Vaccini: Nitag da rifare, la decisione del ministro Schillaci

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Caso Nitag, punto e a capo. Dopo giorni di appelli, petizioni, raccolte di firme e un polverone su stampa e social, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha deciso di ripartire da zero. Il tutto attraverso un decreto che era nell’aria da qualche giorno e che revoca l’intero Nitag, il Gruppo che fornisce supporto tecnico al ministero di Lungotevere Ripa per le decisioni relative alle politiche vaccinali.

Un organismo rinnovato appena dieci giorni fa, al cui interno però figuravano due figure note per posizioni anti-vacciniste e pro omeopatia (mentre mancavano pediatri e veterinari). Considerato il tifo da stadio legato a vaccini e vaccinazioni, il gruppo così composto rischiava di trasformarsi in una bomba.

Vaccini sì e vaccini no tra paura, scienza e coscienza

La nota del ministero: si riparte da zero

“La tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore – ha sottolineato il ministro Schillaci, annunciando la firma del decreto di revoca in una nota – Con questo spirito abbiamo sempre lavorato e continueremo ad agire nell’esclusivo interesse dei cittadini”.

In particolare, “si ritiene necessario avviare un nuovo procedimento di nomina dei componenti del Nitag per coinvolgere tutte le categorie e gli stakeholder interessati”.

Il plauso dei medici e il ruolo dei vaccini

Soddisfatti i medici della Fnomceo, che fra i primi erano intervenuti sulla vicenda. “Accogliamo con estremo favore l’iniziativa del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha firmato il decreto per azzerare la composizione del Nitag. Da medici condividiamo, senza se e senza ma, la sua affermazione: la salute va difesa con rigore scientifico”, ha detto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

Per Anelli in gioco c’è la stessa deontologia professionale. “Essere medici significa anche combattere le fake news e, soprattutto, attenersi nella pratica professionale alle evidenze scientifiche: è questo il filo rosso che percorre e lega tutto il nostro Codice di Deontologia. Il vaccino rappresenta per i medici uno strumento fondamentale a favore della salute individuale e collettiva – scandisce il numero uno dei camici bianchi – previene le malattie, ne riduce la gravità in chi si ammala nonostante la vaccinazione, protegge, sia direttamente che indirettamente, riducendo la circolazione dei patogeni, le persone fragili (anziani, immunodepressi) che rischiano complicazioni o decessi”.

Qualche numero

Ai ‘si dice’ Anelli contrappone i dati. “Durante la pandemia da Covid-19 i vaccini, tra il 2020 e il 2024, hanno salvato, secondo uno studio internazionale appena pubblicato su Jama Health Forum, oltre due milioni e mezzo di vite e fatto guadagnare quasi quindici milioni di anni. Un anno di vita salvato ogni 900 dosi di vaccino”.

Il presidente Anelli ringrazia dunque il ministro “per aver attestato che la scienza significa progresso, crescita sociale e miglioramento della vita. Esattamente quello che deve fare un buon Governo per i suoi cittadini”. Adesso, dunque, si ricomincia. E c’è da scommettere che l’attenzione ai curricula sarà massima.

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