Influenza: il virologo, inizio brusco ai primi di ottobre

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“Dall’Australia, dove attualmente è inverno, non arrivano buone notizie sul fronte dell’influenza: nel Paese la stagione è una delle più intense, la seconda peggiore negli ultimi 10 anni”. A segnalarlo a Fortune Italia è virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano.

Ogni anno gli esperti italiani guardano a ciò che accade nell’altro emisfero per avere un’idea di ciò che ci aspetta. “È ancora presto per fare previsioni, ma in Australia si è verificata la co-circolazione del virus A/H1N1, del ceppo B Victoria insieme a virus respiratorio sinciziale e a Sars-Cov-2. Tutto questo ci fa pensare a un inizio brusco della stagione dai primi di ottobre, legato anche  alle condizioni meteo, con un’intensa presenza di virus che coinvolgerà dal 15 al 25% della popolazione“.

Come difendersi

C’è da dire che entrambi i ceppi dell’influenza che presumibilmente circoleranno da noi sono previsti dal vaccino, che secondo la circolare del ministero della Salute sarà disponibile proprio da ottobre, come ricorda Osservatorio Virusrespiratori.it, di cui Pregliasco è direttore scientifico.

In ogni caso “i dati che abbiamo a disposizione sottolineano l’importanza di ricordare l’opportunità di pianificare l’immunizzazione anti-influenzale, cogliendo l’occazione per i fragili e gli anziani di eseguire un richiamo anche contro Covid-19: questi virus – insiste lo specialista – soprattutto per questi ultimi soggetti, possono avere effetti pesanti sulla salute, oltre a costi sanitari e sociali non da poco”.

L’influenza come le tasse

Non resta che attendere la conclusione della stagione in Australia per avere le idee più chiare sull’influenza che verrà, “ma dobbiamo farci trovare preparati, perché l’influenza è come le tasse: non ci sono dubbi che arriverà”, continia il virologo.

Peraltro in quella che è stata una stagione da record – nel 2024-25 l’influenza ha messo a letto più di 16 milioni di italianile vaccinazioni non hanno brillato. “Non ho dati, ma temo che ci siamo fermati a un valore ben inferiore agli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità per gli over 65”, conclude Preglisco.

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