Bellezza: sempre più tech con le innovazioni di L’Oreal

bellezza L'Oreal

Le aziende tecnologiche non hanno certo il monopolio sulle nuove idee e il successo di alcune realtà europee suggerisce che il Vecchio continente può ancora competere nel secondo quarto del XXI secolo. Un esempio arriva da L’Oréal, leader mondiale nel settore della bellezza, recentemente nominata da Fortune l’azienda più innovativa d’Europa.

Sebbene sia celebre per il suo budget di 1,5 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro) in ricerca e sviluppo, il successo dell’azienda non si limita alla semplice scalabilità. Come spiega Guive Balooch, responsabile della divisione bellezza aumentata e open innovation dell’azienda, è l’approccio di L’Oréal a fare la differenza.

“La bellezza è a un punto di svolta, con così tante aree di ricerca, scienza e innovazione che vanno oltre le competenze fondamentali del nostro settore, finora basato sulla chimica. Ora la tecnologia sta avendo un ruolo importante, con device per bellezza, diagnostica e servizi digitali, ma ci sono anche [tendenze] come la biotecnologia e il benessere”.

“Tutti questi” strumenti “richiedono una strategia di innovazione che sia interna ed esterna“, afferma Balooch, un californiano entrato a far parte dell’azienda francese 18 anni fa dopo una breve carriera accademica. L’esperto è stato pioniere di questo approccio “interno ed esterno” all’innovazione: oltre all’ampia pipeline di formulazioni di laboratorio, L’Oréal infatti collabora anche con aziende esterne per sviluppare nuovi prodotti e servizi.

Balooch cita Makeup Genius (ora Beauty Genius), che nel 2014 è stato il primo esempio di realtà aumentata nel settore della bellezza per aiutare i consumatori a visualizzare l’aspetto di un prodotto sulla loro pelle. Prima dell’acquisto. La sua utilità era ovvia – gli specchietti digitali per il trucco sono ormai comuni nel settore della bellezza – ma la sua origine è stata sorprendente.

“Abbiamo collaborato con startup del settore dell’animazione, perché sono le migliori in termini di realtà aumentata”, afferma Balooch. L’Oréal ha poi acquisito una di queste aziende, ModiFace, nel 2018, dopo avervi investito in precedenza.

Una storia simile è quella dell’asciugacapelli AirLight Pro, sviluppato in collaborazione con un’azienda di droni (Zuvi), e per Cell BioPrint, un dispositivo da tavolo che analizza i tipi di pelle in soli cinque minuti per consigli personalizzati, nato da una collaborazione con l’azienda coreana di diagnostica medica NanoEnTek.

“Siamo costantemente alla ricerca di partner, ma la maggior parte delle aziende è molto sorpresa quando ci rivolgiamo a loro. NanoEnTek stava lavorando per la salute, non aveva pensato alle applicazioni nel campo della bellezza”, afferma Balooch.

“Ora la tecnologia sta avendo un ruolo importante, con dispositivi di bellezza, diagnostica e servizi digitali, ma ci sono anche [tendenze] come la biotecnologia e il benessere”.

L’articolo completo è su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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