Metodo Hamer: che cos’è e perché uccide ancora

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La morte di un ragazzo di 14 anni, Francesco, colpito da tumore osseo e trattato con il ‘metodo Hamer’, ha riportato sotto i riflettori le teorie del medico tedesco Ryke Geerd Hamer, ideatore della “Nuova Medicina Germanica” (dopo la morte del figlio Dirk, nel 1978 all’isola di Cavallo, ucciso da un colpo partito dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia).

Francesco, sottoposto a trattamenti a base di argilla e anti-infiammatori, è morto dopo mesi di sofferenze. E ora i genitori sono finiti a processo a Vicenza con l’accusa di omicidio colposo con dolo eventuale. Una vicenda tragica, con l’adolescente che è solo l’ultima delle vittime del metodo Hamer, un ex medico (radiato in Germania) convinto che ogni malattia fosse in realtà la manifestazione di un conflitto psichico.

“Una trappola per persone fragili”, sottolinea a Fortune Italia Salvo Di Grazia, specialista in Ginecologia e divulgatore scientifico che da anni, sul sito MedBunker – Le scomode verità, smonta le fake news in campo medico e sanitario.

Che cos’è il metodo Hamer

I trattamenti proposti dalla Nuova Medicina Germanica “prevedono la risoluzione della tensione psicologica alla base del problema fisiologico, spesso senza bisogno di farmaci o di altre terapie organiche, considerate inutili e dannose”, come ricordano i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it – il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) – in un  approfondimento in cui sottolineano che questa metodica “è molto pericolosa”.

I pazienti che si affidano esclusivamente ai trattamenti oncologici proposti dal Metodo Hamer “rischiano di perdere tempo prezioso”. Proprio come è accaduto a Francesco.

Soluzioni semplici a problemi gravissimi

In un’intervista al ‘Corriere della Sera’, i genitori di Francesco raccontano con amarezza di aver seguito i consigli di un medico padovano, seguace del metodo Hamer e invitano ad affidarsi agli ospedali. Ma in questi giorni sui social c’è addirittura chi scrive difendendo la teoria e spiegando che “non si tratta di argille e altro”.

Ma come è possibile che ci siano ancora persone che credono a queste storie? “Perché sembrano soluzioni semplici a problemi gravissimi – dice Salvo Di Grazia – Se un medico serio spiega che guarire è difficile e prevede cure lunghe e difficili (interventi, chirurgia), il truffatore parla di cure facilissime, brevi, indolori e che non comportano alcun problema”.

“Quando sei disperato è quello che vuoi sentirti dire. Il ciarlatano – continua il medico – calma le tue paure, risolve le tue ansie e, mentre la vittima si innamora delle sue parole, neanche si immagina di essere semplicemente una fonte di guadagno: al truffatore della salute degli altri non interessa nulla”.

Perché ci sono medici che praticano il metodo Hamer?

Il metodo, non fa mai male ribadirlo, è una notoria bufala e lo stesso Hamer fu cancellato dall’ordine dei medici, ma a consigliare il suo metodo sono camici bianchi. Come è possibile? “Quelli che ho conosciuto lo facevano per soldi. Il motivo più “banale” ma anche il più immediato. Qualcuno lo fa perché davvero non preparato. Ne conoscevo uno che, pur laureato, ormai non esercitava più e faceva il rappresentante di alimentari; fu poi convinto da un suo amico di sfruttare quella laurea dimenticata per creare una specie di setta, un gruppo che poi era una trappola per persone fragili. Nascondevano quelle truffe con corsi di formazione, addirittura centri di formazione alla musica e tutto era gestito da questo ex medico e da un amico. I soldi, sono il motore principale della ferocia dei ciarlatani”, ricorda Di Grazia.

Quando la paura diventa una trappola

“Quando si è fragili, siamo disposti a credere a tutto. Lo vedo ogni giorno nel mio lavoro – riflette il ginecologo – Anche la cosa più assurda diventa “possibile”, anche il rimedio più incredibile appare invitante. La paura ci distrugge. Diceva il papà di una mia paziente gravemente ammalata di leucemia: ‘Se mi dicessero che per guarire mia figlia ci vuole un santone che le mette una mano sulla testa, io lo farei senza pensarci’. Ecco, questo è un segno della nostra enorme fragilità e questo mi fa paura perché alla fine diventiamo vittime di gente senza scrupoli, se ci pensiamo è terribile”.

“E comunque la ragazza è guarita grazie alle cure in ospedale e poi ha pure avuto un bellissimo bambino, una delle gioie più grandi della mia professione”, sottolinea con un sorriso.

Perché nell’era dei social siamo così vulnerabili?

In questi giorni la morte di Francesco è diventata occasione per un acceso dibattito sui social. Ma come mai, nonostante la gratuità e onnipresenza delle informazioni, siamo così vulnerabili alle bufale? “I social e il web sono un mezzo di comunicazione immediato e velocissimo e collegano centinaia di persone in tutto il mondo con un click. Una volta l’ufficialità di una notizia si aveva quando ‘lo diceva la televisione’, oggi siamo bombardati di notizie e scoop, tantissimi: ci ubriacano e così non sappiamo più distinguere realtà da bugia”, riflette Salvo Di Grazia.

Così “tutto appare credibile, ogni prodigio ha i suoi testimoni. I ciarlatani questo lo sanno e lo fanno. Non hanno scrupoli”, conclude.

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