“In Italia bisogna imparare a fare sistema, ma credo che le premesse siano buone. Se poi guardiamo alla legge di bilancio, ci sono cose positive. Possiamo migliorare? Assolutamente sì: il peso del payback è ancora importante”. Parola di Antonino Biroccio, nuovo General manager di Gsk Italia nonché presidente ed amministratore delegato di Gsk Spa, che ne parla con Fortune Italia a margine del suo primo incontro con la stampa, a Milano.
Payback? Bene ma si può fare di più
Il nuovo numero uno di Gsk Italia vede “un miglioramento nella cancellazione del payback dell’1,83% sulla spesa farmaceutica convenzionata. Ma si deve fare molto di più, perché altrimenti si va comunque a incidere sull’innovazione e si finisce per diventare meno competitivi rispetto ad altre realtà”, ha detto Biroccio guardando al resto d’Europa e non solo. E ribadendo l’importanza di “regole certe” per attrarre investimenti.
“Aver letto alcuni numeri” nella Manovra “è un fatto molto positivo, anche rispetto al passato. Credo però – ha aggiunto il Gm di Gsk Italia – che si dovrebbe fare molto ma molto di più. Una soluzione possibile sarebbe quella di investire meglio in prevenzione, perché questo aiuta a liberare risorse da reinvestire nel sistema farmaceutico”.
Stando agli studi “le vaccinazioni raccomandate per gli adulti fragili, se correttamente organizzate in tutto il Paese, porterebbero un risparmio di oltre 10 miliardi di euro, pari ad una finanziaria. Denaro da re-investire in innovazione”, ha detto Biroccio.
D’altra parte, ha aggiunto il manager in conferenza stampa, stiamo vivendo un momento cruciale per la farmaceutica. Da una parte gli Stati Uniti, dall’altra India e Cina hanno spinto sull’acceleratore in questi anni; poi è arrivata la politica dei dazi, che ha attratto investimenti negli States. È il momento che l’Europa faccia sentire la propria voce. E l’Italia, locomotiva del pharma nel Vecchio Continente, può contare su un ‘saper fare’ che gli altri Paesi ci invidiano, ha concluso il manager.

