Donne che aiutano le donne: viaggio nella solidarietà in 12 storie

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“Un viaggio straordinario nel cuore di una solidarietà femminile spesso sconosciuta. Ascoltandole, ho incontrato un mondo di donne che, ispirate dal Vangelo, trasformano la fede in una militanza silenziosa, ma forte e determinata”. Con queste parole Mirella Taranto, giornalista e autrice teatrale capo Ufficio Stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, parla di donne che aiutano le donne e racconta il suo ultimo libro: ‘Maria che scende dal treno’ (Edizioni Universitarie Romane).

Un volume che, attraverso la storia delle donne che vi operano raccolta ‘in presa diretta’, racconta l’impegno dell’Associazione Cattolica Internazionale al Servizio della Giovane (Acisjf – Association Catholique Internationale de Services pour la Jeunesse Féminine), da 123 anni accanto alle giovani per combattere le situazioni di fragilità, povertà, emarginazione e disagio sociale.

Centinaia di volontarie che oggi si ritrovano a Roma, a Palazzo Lateranense (Piazza Giovanni Paolo II, Sala della Conciliazione), nell’ambito del Giubileo dei poveri, per ascoltare e raccontarsi.

Le origini

Nei primissimi anni del secolo scorso queste donne erano per la maggior parte ‘di buona famiglia’ e una nobildonna è stata la prima presidente dell’Associazione. “Oggi l’Acisjf è presente in Italia con 16 comitati locali che rispondono ai bisogni specifici dei territori in cui operano”, spiega in una nota la presidente nazionale Simona Saladini. “In questi anni abbiamo aiutato oltre 17mila donne e abbiamo seguito circa 6mila giovani attraverso gli uffici che operano nelle stazioni ferroviarie. Abbiamo servito più di 40mila pasti, dato ospitalità nelle nostre 13 case di accoglienza con 530 posti letto disponibili”.

I servizi attivi vanno dal collegio universitario agli uffici di stazione fino alle iniziative contro l’emergenza freddo, dalle attività formative in ambito professionale agli affidi diurni, al sostegno scolastico; dall’accoglienza delle giovani che dal Sud accettano 15 giorni di supplenza in una scuola del Nord pur di lavorare alla presa in carico delle donne migranti, all’accompagnamento delle gestanti e delle madri senza un compagno.

“Le volontarie dell’Associazione più di cento anni fa si recavano nelle stazioni e lungo i binari per aiutare le mondine, le donne senza tetto, le madri sole – ricorda Taranto – Oggi continuano ad accogliere dalle periferie delle nostre città e del mondo donne ferite dalla violenza, dalla povertà e dal disagio”. Le voci di 12 di loro sono state trasformate in racconti, brevi monologhi, interviste, che disegnano i tanti volti in cui si incarna la solidarietà, l’accoglienza e l’ascolto. “Ogni voce, come la tessera di un mosaico, cerca di restituire la coralità di un impegno silenzioso e tenace, per le donne e con le donne”, conclude Taranto.

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