Influenza e virus respiratori: il caso dei bimbi

influenza febbre

Tutto procede come previsto sul fronte dell’influenza e dei virus respiratori. In Italia l’incidenza di casi stimati dal 3 al 9 novembre è di circa 435mila nuovi contagiati, che fanno salire a 1.737.057 il totale dall’inizio della stagione. Insomma, l’andamento è stabile secondo l’ultimo rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità (Iss). E, come già è accaduto la scorsa settimana, a risentire di più di questi malanni sono i bambini.

“Siamo ai livelli dello scorso anno”, dice all’Adnkronos Salute Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La stagione dell’influenza “è partita nei bambini piccoli senza particolari criticità e siamo comunque pronti a gestire ogni variabile”.

 

Influenza, raffreddore e Covid: i virus che circolano di più

L’effetto del clima e la consapevolezza dei genitori

Come spiega Cristaldi, “da qualche settimana abbiamo iniziato a vedere i primi quadri respiratori con virus influenzale, ma al momento non abbiamo un impatto in termini numerici drammatico. Anche la presenza di giornate soleggiate ritarda la comparsa di quadri impegnativi, ma soprattutto c’è maggior consapevolezza nei genitori di prendere in tempo la progressione della malattia consultando il pediatra prima e facendo seguire il bimbo così da anticipare eventuali complicazioni o ricoveri”.

Gli ultimi numeri di influenza e virus respiratori

A fronte di 7,64 casi per 1.000 assistiti (contro i 7,24 dell’ultimo bollettino), “l’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 23 casi per 1.000 assistiti”, dicono i medici sentinella.

La ‘fotografia’ dei virus più diffusi

Stando al report, è finalmente in calo il Sars-CoV-2 e resta basso il tasso di positività per il virus respiratorio sinciziale. Insomma, tra i patogeni respiratori circolanti, i valori più elevati sono stati rilevati rispettivamente per i Rhinovirus, per i virus influenzali e per gli Adenovirus. Nel dettaglio, dalle analisi effettuate il 7,3% dei campioni analizzati è risultato positivo all’influenza, il 6,7% a Sars-CoV-2, l’ 1% al virus respiratorio sinciziale e il 15,6% ai Rhinovirus.

“Il dato di questa settimana è sostanzialmente in linea con quello della scorsa: si è abbassato un po’ Covid-19 mentre sono molto presenti i virus simil-influenzali. Siamo ancora alla partenza di una stagione che a mio avviso sarà come quella scorso anno“, dice a Fortune Italia il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano.

L’esperto aspetta di vedere “la prossima settimana l’andamento delle temperature: purtroppo è attesa piogga. Se si abbasseranno le temperature si teme una salita complessiva dei casi”, conclude Pregliasco.

L’effetto del vaccino

Negli anni post Covid le ‘fiammate’ di virus respiratorio sinciziale hanno messo a dura prova i pronto soccorso pediatrici. La svolta c’è stata con l’introduzione della campagna di immunizzazione anti-Rsv, “che ha ridotto le bronchioliti del 70%”, conferma Cristaldi. “Poi è chiaro ci aspettiamo altri patogeni che prenderanno il posto del virus respiratorio sinciziale, non rimane ‘uno spazio’ vuoto”. Ma gli specialisti sono pronti.

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