L’impressione è che negli Stati Uniti la gestione di salute e prevenzione stia prendendo una piega preoccupante. Nelle scorse ore è arrivata la notizia del primo caso al mondo nell’uomo di influenza aviaria A/H5N5. Il paziente – che possedeva polli da cortile – è morto.
Nel frattempo il presidente Donald Trump ha ordinato alle autorità sanitarie di rivedere il calendario vaccinale dei bambini per capire se raccomandare un numero inferiore di immunizzazioni, in modo da allinearsi con altri Paesi sviluppati.
La mossa del presidente arriva dopo che comitato consultivo sui vaccini dei Centri Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha votato per revocare la raccomandazione secondo cui tutti i bebè devono ricevere un vaccino contro l’epatite B alla nascita.
Quest’anno nel Paese ci sono stati 1.828 casi di morbillo, per la maggioranza non vaccinati, con tre morti. Che cosa sta succedendo?
Influenza aviaria: chi era la prima vittima
L’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato che l’aviaria A/H5N5 ha colpito “un adulto con patologie pregresse residente nello Stato di Washington”, morto in ospedale. L’indagine di sanità pubblica ha rilevato che il paziente possedeva pollame da cortile e uccelli domestici. Sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche che prevedono il monitoraggio attivo di chiunque sia stato a stretto contatto con il contagiato.
Come ricorda l’Adnkronos Salute, il 15 novembre scorso l’Organizzazione mondiale della sanità è stata informata del 71esimo caso umano confermato di influenza A/H5 dall’inizio del 2024 negli Stati Uniti d’America, primo caso umano segnalato negli Usa da febbraio 2025.
“Il 20 novembre il sequenziamento di laboratorio dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) statunitensi ha confermato il virus come influenza A/H5N5. Si tratta del “primo caso umano segnalato a livello globale causato da un virus influenzale A/H5N5“, precisa l’Oms.
“Il paziente ha sviluppato sintomi, tra cui febbre, durante la settimana terminata il 25 ottobre. Nella settimana terminata l’8 novembre è stato ricoverato in ospedale per una grave malattia ed è successivamente deceduto il 21 novembre”. Attenzione: non vi sono prove di trasmissione da uomo a uomo. “Data la natura in continua evoluzione dei virus influenzali, l’Oms continua a sottolineare l’importanza della sorveglianza globale per rilevare e monitorare i cambiamenti virologici (inclusa la genomica), epidemiologici e clinici associati ai virus influenzali emergenti o circolanti che possono influire sulla salute umana e la tempestiva condivisione del virus per la valutazione del rischio”, spiegano da Ginevra..
Sulla base delle informazioni disponibili, l’Oms attualmente valuta basso il rischio complessivo per la salute pubblica rappresentato dai virus A/H5. Tuttavia, per gli individui con rischio di esposizione professionale, il rischio è considerato da basso a moderato.
Trump e i vaccini tra scienza e buonsenso
Quanto alla mossa di Trump, il presidente descrive gli Stati Uniti come “un’anomalia” perché raccomandano la vaccinazione dei bambini contro 18 malattie. The Donald ha annunciato di aver firmato il presidential memorandum su Truth Social, con un post in cui loda la “buona decisione” per lo stop dei vaccini anti-epatite B per “neonati in perfetta salute”. Secondo Trump gli Usa raccomandano “molti più vaccini del resto del mondo, molti di più di quelli necessari”. E “questo è ridicolo. Molti genitori e scienziati hanno messo in discussione l’efficacia di questo programma, come faccio io”, ha aggiunto il presidente, concludendo di aver fiducia nel fatto che Robert Kennedy Jr. e i Cdc potranno “in modo veloce e corretto” allineare il programma vaccinale Usa agli altri Paesi, “alla scienza e al buonsenso”.
Insomma, negli States è in atto un revisionismo vaccinale che vorrebbe richiamarsi alla scienza e al buonsenso, con il rischio di lasciare terreno fertile alle malattie infettive. Nel frattempo l’aviaria A/H5N5 è saltata dal pollo all’uomo, rivelandosi fatale.
Ricordiamo che il contestato vaccino anti-epatite B è obbligatorio per i neonati in Italia, insieme a quelli contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Queste vaccinazioni sono gratuite e richieste per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e per la frequenza scolastica fino a 16 anni.

