Obesità: le radici nell’adolescenza, i numeri e il progetto italiano

obesità adolescenti

Il tema è di quelli ‘caldissimi’, non solo per l’arrivo del primo drappello di nuovi farmaci ad hoc. L’obesità, infatti, è sempre più al centro dell’attenzione di medici e istituzioni, con il carico di patologie (e stigma) che porta con sè.

D’altronde i numeri, nell’Italia della dieta mediterranea ma anche di una cucina patrimonio dell’Unesco, sono importanti. E le radici del problema affondano nell’infanza: 1 adolescente su 5 presenta un eccesso di peso (circa 18,2% sovrappeso e 4,4% obesità), che può trascinarsi fino all’età adulta nel 70-80% dei casi. Ecco perché è urgente avere un quadro realistico del fenomeno. Questo uno degli obiettivi della proposta di legge sullo screening dell’obesità negli adolescenti.

Obesità: è una malattia, arriva la nuova legge

Intercettare e contrastare l’obesità nei giovanissimi

L’iniziativa – dedicata alla diagnosi precoce, alla prevenzione e alla gestione dell’obesità in età adolescenziale – è stata illustrata in questi giorni a Roma. Forte di un fondo dedicato di 2 milioni di euro all’anno dal 2026, prevede screening gratuiti nelle scuole e la presa in carico attraverso le reti clinico-assistenziali regionali per le malattie croniche, sulla base del Piano Nazionale della Cronicità. E potrebbe arrivare in tempi rapidi, come vedremo.

I rischi legati all’eccesso ponderale

Ma facciamo un passo indietro. Perché preoccuparsi dell’eccesso ponderale? Diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemie, steatosi epatica non alcolica, apnea del sonno, problemi ortopedici, disturbi psicosociali come isolamento e bassa autostima, ma anche malattie cardiovascolari, tumori e riduzione dell’aspettativa di vita: ecco solo alcune delle insidie che l’obesità porta con sè.

Se l’Italia è intervenuta per prima al mondo con una Legge, la 149 del 2025, che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica, istituendo l’Osservatorio Nazionale e un piano triennale di contrasto, restava tagliato fuori il mondo dei giovanissimi. Un gap colmato dalla proposta di Legge 2663 – a firma Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera dei Deputati – cge istituisce  un ‘Programma nazionale diagnostico per la prevenzione e la gestione dell’obesità in età adolescenziale’.

I dettagli dell’iniziativa e i tempi

Identificare precocemente, già a scuola con screening periodici, i casi di sovrappeso e obesità, intervenire e monitorare i risultati nel tempo è l’obiettivo del progetto che coinvolge scuole, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, servizi territoriali e famiglie.

La proposta di Legge 2663 “riconosce che intervenire presto significa ridurre i costi umani, sanitari e sociali che l’obesità genera lungo tutto l’arco della vita. Offre anche – ha detto Mulè – la possibilità di attivare tempestivamente percorsi multidisciplinari di presa in carico integrati con le reti assistenziali regionali e istituisce il monitoraggio epidemiologico e l’analisi dei dati” relativi al fenomeno. Ma non è tutto. “Stiamo lavorando affinchè nell’attuale Legge di Bilancio venga integrato un emendamento che supereri la proposta di Legge, consentendone l’approvazione entro fine anno“.

Con la proposta di Legge 2663, l’Italia “si dota di un intervento stabile e di lungo periodo,  riconoscendo l’obesità in età evolutiva come priorità sanitaria nazionale e costruendo un modello di prevenzione attiva capace di intercettare precocemente i fattori di rischio e sostenere i ragazzi e le loro famiglie”, ha chisato Mulè. Le modalità operative dello screening, i criteri clinici di valutazione e le procedure di riferimento saranno definite, dopo il varo della legge, con un decreto ad hoc del ministro della Salute, concludono i promotori dell’iniziativa.

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