Ci siamo: il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge sulla prevenzione e la cura dell’obesità. Il disco verde al provvedimento, arrivato nella giornata inaugurale del congresso della Società Italiana dell’Obesità a Trieste, fa dell’Italia il primo Paese al mondo ad essersi dotato di una legge per il riconoscimento di questa patologia come malattia cronica e per mettere in atto strategie di contrasto, presa in carico del paziente e prevenzione.
“L’obesità – ha commentato il deputato Roberto Pella, capogruppo in commissione Bilancio per Forza Italia e primo firmatario della legge – rappresenta un’emergenza globale che interessa fortemente anche il nostro Paese. Averla riconosciuta oggi, grazie al voto dell’Aula del Senato, come una vera e propria malattia testimonia la volontà piena di affrontarla come una priorità nazionale. Da questo momento l’Italia è il primo Paese al mondo ad avere una legge simile, e l’auspicio è che possa farsene anche portavoce a livello europeo”.
L’epidemia di obesità in Italia
Decondo gli ultimi dati Istat, quasi un adulto su due in Italia è in eccesso di peso, il 34,6% è in sovrappeso e l’11,8% soffre di obesità. Quasi 6 milioni di individui, sottolinea la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima)
L’eccesso di peso raggiunge quasi il 50% nel Mezzogiorno (36,8% in sovrappeso e 13,1% con obesità), con prevalenze particolarmente elevate in Puglia (51,1%), Campania (51,0%), Basilicata (50%) e Calabria (49,8%), continuano gli esperti Sima. “Il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati è correlato a obesità, sindrome metabolica, infiammazione sistemica e alterazioni epigenetiche – ricorda il presidente Alessandro Miani – E gli stili alimentari dei genitori hanno un ruolo chiave sull’obesità in età pediatrica: dalla gravidanza ai due anni di vita del bambino si apre una “finestra d’oro” in cui il patrimonio epigenetico è particolarmente plasmabile. Una dieta equilibrata in gravidanza, assieme all’assenza di fumo e alcol e alla riduzione delle esposizioni a sostanze tossiche, sono in grado di orientare lo sviluppo metabolico, immunitario e cognitivo del bambino”.
Cosa cambia per gli italiani con obesità
La legge sull’obesità – forte di 6 articoli – sarà fondamentale per avviare iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione, “per esempio legandole agli eventi sportivi che si svolgono su tutto il territorio nazionale a partire dai comuni e dalle regioni, e anche campagne di informazione per ridurre lo stigma e gli episodi di bullismo e discriminazione che, purtroppo, questa malattia porta con sé”, ha detto Pella.
“Sono molto orgoglioso e felice, anche come sindaco, di poter dare una risposta concreta ai cittadini e voglio anche ringraziare il settore della ricerca e dell’innovazione italiano che saprà garantire sempre più inclusione e cure eque e accessibili per tutti i pazienti”.
Le reazioni di specialisti e pazienti
Soddisfatti specialisti e pazienti. La Società Italiana dell’Obesità sottolinea come il varo della nuova leggia sia “un passaggio storico che conferma in maniera definitiva per la prima volta al mondo una legislazione specifica e sistematica dell’obesità come malattia, un punto di non ritorno e motivo di orgoglio per l’Italia”, come ha sottolineato il presidente Rocco Barazzoni.
“Siamo soddisfatti anche perché la nostra Società scientifica ha contribuito alla realizzazione di questo importante passo avanti. Ci attende ancora molto lavoro per portare nella pratica clinica quotidiana e tra i pazienti la possibilità di accedere alla prevenzione e alle cure che sono centrali nella Legge, ma ancora non sono disponibili per tutti i cittadini”.
“Abbiamo aspettato a lungo questo momento, è un passo importante verso il superamento dello stigma e della piena tutela dei diritti dei pazienti italiani con obesità”, ha detto Iris Zani, presidente Associazione Amici Obesi, sottolineando che questo è solo “l’inizio di un percorso. È ora necessario che le istituzioni competenti si attivino con urgenza per garantire ai pazienti tutele reali e percorsi di cura adeguati. In particolare, attendiamo l’approvazione e l’attuazione del Piano Nazionale Cronicità, per vederne l’efficacia sulla presa in carico delle persone con obesità e, ancor di più, attendiamo l’aggiornamento dei Lea con l’inclusione di prestazioni per la diagnosi, la presa in carico e il trattamento dei pazienti con obesità”.
Il plauso (e le iniziative) di aziende sanitarie e ospedaliere
La legge sull’obesità è un provvedimento “atteso da tempo dal nostro Paese. Il fatto che quasi metà della popolazione adulta e un numero crescente di bambini siano coinvolti evidenzia l’urgenza di un intervento deciso”, riflette Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso).
“La lotta all’obesità è infatti la vera frontiera della prevenzione sanitaria. Agire oggi significa evitare l’insorgenza di molte delle principali malattie croniche e salvaguardare la sostenibilità del nostro sistema sanitario pubblico. Le aziende sanitarie – assicura il presidente – saranno impegnate concretamente nell’attuazione della legge, sviluppando programmi di prevenzione a livello territoriale e nelle scuole, offrendo percorsi di presa in carico multidisciplinare e utilizzando strumenti innovativi, come l’intelligenza artificiale, che permette di analizzare dati in modo predittivo e costruire interventi tempestivi e personalizzati”.
L’impegno del pharma
Negli ultimi anni dal mondo della farmaceutica sono arrivate diverse soluzioni per la gestione dei problemi di peso. Il via libera alla legge è “un atto di grande responsabilità verso i milioni di persone che ci convivono e una svolta nel panorama globale della salute pubblica”, ha affermato Alfredo Galletti, Corporate Vice President e General Manager di Novo Nordisk Italia.
“L’obesità è una malattia multifattoriale molto complessa, che può portare a gravi conseguenze e complicanze per chi ci convive, in particolare cardiovascolari, e che si porta dietro anche un pesante stigma sociale che incide sulla qualità della vita delle persone e delle loro famiglie. Questa legge rappresenta un riconoscimento istituzionale fondamentale e ci auguriamo che possa contribuire a costruire una maggiore consapevolezza, basata su inclusione e prevenzione”, conclude Galletti.


