Botox e filler, trattamenti quasi raddoppiati in un anno

botox filler

Sempre più richiesti, sempre più accessibili, sempre più veloci. I trattamenti iniettabili, dai filler al botox, stanno vivendo una crescita senza precedenti. Ma più aumenta la domanda, più si alza il livello di attenzione: perché non sono gesti banali, ma atti medici che richiedono competenze precise.

In Italia il fenomeno è evidente. Secondo i dati della International Society of Aesthetic Plastic Surgery, nel 2024 si sono superate le 760mila procedure. La crescita è netta: la tossina botulinica aumenta del 62,8%, mentre i filler a base di acido ialuronico segnano un +125,9%. In un solo anno, i trattamenti sono quasi raddoppiati.

Domanda di botox e filler in crescita, responsabilità maggiore

Non si tratta più solo di ringiovanimento. Tecniche iniettive come botox e filler vengono utilizzate anche per migliorare cicatrici e inestetismi con approcci minimamente invasivi. Un’evoluzione che amplia le indicazioni, ma anche i rischi se il trattamento non è eseguito correttamente.

Al Congresso nazionale Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, in corso a Rimini, il tema centrale è proprio questo: prevenire le complicanze e garantire standard elevati di sicurezza.

“Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici – afferma Nicola Zerbinati – e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze”.

Complicanze rare ma possibili

Nel complesso, gli eventi avversi restano rari e nella maggior parte dei casi lievi e transitori. Per il botox, l’incidenza è particolarmente bassa.

Per i filler, pur mantenendo un buon profilo di sicurezza, possono comparire asimmetrie, noduli o irregolarità. Le complicanze più severe riguardano il sistema vascolare, come compressioni o occlusioni arteriose, con un’incidenza compresa tra lo 0,004% e lo 0,5%.

L’ecografia cambia l’approccio

Per ridurre i rischi, la dermatologia punta sempre più su strumenti avanzati. L’ecografia cutanea emerge come uno degli strumenti più rilevanti. “Le nuove tecnologie – aggiunge Nicola Zerbinati – permettono oggi di visualizzare in tempo reale pelle e tessuti sottostanti, individuando anche materiali precedentemente iniettati”.

Le iniezioni ecoguidate consentono di lavorare con maggiore precisione, evitando strutture sensibili e migliorando la sicurezza complessiva del trattamento. “L’ecografia – spiega Stefania Guida – non serve solo a valutare eventuali problemi dopo il trattamento, ma può diventare uno strumento fondamentale per prevenirli”.

La variabile decisiva resta il medico

Tecnologia e innovazione aiutano, ma non bastano. Il fattore determinante resta la competenza.

“La tecnologia è un supporto prezioso, ma non sostituisce la formazione e l’esperienza clinica”.

È su questo punto che insiste la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse: formazione continua e aggiornamento restano le condizioni essenziali per garantire trattamenti sicuri, appropriati e basati su evidenze.

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