La mattina di giovedì a New York, il dottor Shiv Rao si è rivolto a una platea di dirigenti del settore sanitario per sostenere una tesi ambiziosa: l’intelligenza artificiale ambientale (ambient AI), nata principalmente come strumento di trascrizione automatica, è ormai pronta a svolgere un ruolo molto più importante che limitarsi a scrivere le note dei medici.
La startup Abridge, cofondata da Rao nel 2018, ha annunciato un investimento strategico da parte del colosso farmaceutico Eli Lilly e il lancio di quella che definisce la prima piattaforma di intelligenza clinica nativa AI. Si tratta di un sistema che non solo documenta le conversazioni tra paziente e medico, ma utilizza tali informazioni come base per la fatturazione sanitaria, il supporto alle decisioni cliniche, la gestione delle richieste assicurative e l’individuazione dei candidati per le sperimentazioni cliniche.
Attualmente oltre 300 sistemi sanitari, tra cui Northwestern Medicine, Emory Healthcare e Johns Hopkins, utilizzano già la piattaforma. Complessivamente, essa supporta più di 100 milioni di conversazioni cliniche all’anno e serve oltre 250 milioni di pazienti.
Dalla conversazione alla gestione completa delle cure
La piattaforma di Abridge registra in tempo reale il dialogo tra paziente e medico e genera automaticamente la documentazione clinica, i codici di fatturazione e un riepilogo per il paziente, spesso prima ancora che il medico lasci il corridoio dopo la visita. La vera innovazione, però, riguarda tutto ciò che accade prima e dopo l’incontro.
Prima della visita, il sistema evidenzia eventuali lacune nel percorso di cura e recupera il contesto clinico rilevante per il professionista sanitario. Durante il colloquio, suggerisce temi di discussione e mostra linee guida cliniche pertinenti senza costringere il medico a cambiare applicazione. Al termine della visita, genera automaticamente documentazione, schede cliniche e ordini terapeutici, sempre basandosi sulle parole effettivamente pronunciate durante l’incontro.
“Abbiamo sempre saputo di voler collegare tutti gli attori principali della sanità, perché l’unica cosa che conta davvero, quando si parla di impatto dell’IA sulla salute, è l’innovazione del modello di business”, ha dichiarato Rao a Fortune.
“Se non riusciamo a migliorare concretamente il modo in cui l’assistenza sanitaria viene erogata, vissuta e finanziata, allora non abbiamo davvero risolto il problema”.
Una crescita sostenuta da investimenti miliardari
Dietro questa espansione si trova una consistente disponibilità di capitale. Finora Abridge ha raccolto circa 830 milioni di dollari, inclusa una recente estensione del round Serie E da 316 milioni di dollari, chiusa nell’aprile 2026 con una valutazione aziendale di 5,3 miliardi di dollari.
Tra gli investitori figura anche NVentures, il fondo di venture capital di NVIDIA. Giovedì, inoltre, NVIDIA ha annunciato una collaborazione con Abridge per sviluppare il primo modello fondazionale dedicato alle conversazioni cliniche: un’intelligenza artificiale addestrata specificamente sulle dinamiche del dialogo medico-paziente, anziché un modello linguistico generico successivamente adattato all’ambito sanitario.
L’alleanza con Artisight e gli ospedali intelligenti
Rao ha inoltre annunciato una partnership con Artisight, azienda sostenuta da NVIDIA e specializzata in ospedali intelligenti.
Artisight utilizza sistemi di visione artificiale per automatizzare il monitoraggio dei pazienti e ottimizzare i flussi di lavoro infermieristici all’interno delle stanze ospedaliere. Integrando le due piattaforme, i team sanitari possono accedere a un flusso continuo di dati provenienti dai sensori ambientali e alla documentazione automatica generata durante l’intera degenza del paziente.
Perché Eli Lilly scommette su Abridge
L’investimento di Eli Lilly è strettamente legato alla strategia di sviluppo dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale. Parallelamente, il gruppo farmaceutico sta costruendo, insieme a NVIDIA, quello che ha definito il supercomputer AI più potente del settore farmaceutico.
Il nuovo modulo dedicato alle scienze della vita sviluppato da Abridge è in grado di identificare automaticamente l’idoneità di un paziente a partecipare a una sperimentazione clinica direttamente dalle conversazioni medico-paziente. Una funzionalità che potrebbe accelerare significativamente il reclutamento per le terapie di nuova generazione.
“Per noi, la priorità più importante che desideriamo esplorare insieme a loro riguarda proprio le sperimentazioni cliniche”, ha affermato Rao.
Un mercato in rapida espansione
Il mercato dell’intelligenza clinica ambientale, nel quale Abridge punta a diventare protagonista, era valutato 7,24 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe raggiungere 56,61 miliardi di dollari entro il 2035.
L’attuale leader del settore è Microsoft, che nel 2022 ha acquisito la società di riconoscimento vocale Nuance per 19,7 miliardi di dollari.
Tra gli altri concorrenti figurano Ambience Healthcare, Suki e Nabla, tutte aziende ben finanziate e in forte crescita. Tuttavia, gli analisti prevedono una fase di consolidamento del mercato nei prossimi 12-18 mesi.
La sfida sarà capire se l’espansione di Abridge verso i pagamenti sanitari e le scienze della vita rappresenterà un vantaggio competitivo duraturo oppure la renderà semplicemente un obiettivo più grande per i concorrenti. “Ora la priorità è capire quanto impatto possiamo generare. E la velocità è tutto. Per il prossimo futuro continueremo a concentrarci soprattutto sugli algoritmi”, ha spiegato Rao.
Le sfide della privacy e della governance
L’ambizione della piattaforma comporta inevitabilmente anche dei rischi. La registrazione delle conversazioni protette tra medico e paziente richiede rigorose valutazioni di sicurezza, procedure di consenso informato conformi alle normative locali e accordi specifici sulla gestione e conservazione dei dati audio.
Inoltre, eventuali errori nelle note cliniche generate dall’intelligenza artificiale che sfuggissero alla revisione del medico potrebbero entrare a far parte della cartella clinica permanente, aumentando la responsabilità legale soprattutto ora che il sistema si estende anche alla fatturazione e agli ordini terapeutici.
La grande questione: la fiducia
Al di sotto delle innovazioni tecnologiche emerge una questione ancora più profonda: quella della governance dei dati. Abridge si sta infatti proponendo come un’infrastruttura neutrale capace di collegare operatori sanitari, assicurazioni e aziende farmaceutiche attraverso uno degli insiemi di dati più sensibili della medicina: la conversazione tra una persona malata e il proprio medico.
Resta però una domanda fondamentale: questa fiducia sarà sostenibile quando il sistema verrà adottato su larga scala? Per ora, si tratta ancora di un’ipotesi tutta da verificare.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com

