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Milano, casa della chirurgia robotica mondiale

Milano, casa della chirurgia robotica mondiale con la laparoscopia digitale. Con uno strumento made in Italy, l’Alf-X, oggi Senhance, che sta contribuendo alla formazione di centinaia di chirurghi, in arrivo da ogni angolo del globo per corsi di training al Senhance Costumer Experience Center, primo e unico centro di ricerca e sviluppo europeo di Transenterix, colosso statunitense all’avanguardia nella produzione di dispositivi medici, che tre anni fa ha acquisito la divisione robotica di Sofar, società farmaceutica milanese.

Oltre 300 milioni di euro investiti, per lo sviluppo di Senhance. Con un gruppo lavorativo formato da 35 persone, tra ricercatori e addetti al marketing. Dunque uno staff di qualità per il  chirurgo robot frutto della ricerca italiana, che garantisce più sicurezza e interventi meno invasivi per i pazienti, per una tecnologia, il Senhance, utilizzata in diverse strutture in tutto il mondo, oltre 25 ospedali, dal Giappone all’Asia Centrale al Medio Oriente, con la maggior parte delle strutture in Europa. Per un mercato potenziale da 15 miliardi di dollari, entro cinque-sette anni.

“Senhance è nato in Italia, è un prodotto italiano e questo perché abbiamo fortemente creduto in Milano e in generale nell’Italia, nel vostro capitale umano – spiega Wouter Donders, general manager di Europe Transenterix – finora nella capitale lombarda sono arrivati oltre 200 chirurghi per apprenderne le metodiche per l’utilizzo, il futuro delle imprese sarà sempre scritto dalle persone, dalle loro idee e competenze”.

Senhance in Italia è presente in due strutture ospedaliere, il Policnico Gemelli di Roma – in ambito ginecologico – e all’Humanitas di Miano, per interventi chirurgici che interessano il colon-retto. Inoltre, è il secondo robot chirurgico al mondo a beneficiare da parte della Food and Drug Administration per la commercializzazione negli Stati Uniti. Braccia indipendenti tra loro, una caratteristica capace di garantire versatilità al docking robotico, lo strumento inoltre si avvale di una tecnologia eye tracking, che permette al chirurgo di comandare la telecamera (3D-HD o 2D) con il solo movimento degli occhi, grazie alla lettura del moto pupillare da parte di raggi infrarossi, consentendo il controllo oculare dell’endoscopio.

“Rappresenta un’importante innovazione nell’ambito della chirurgia robotica – aggiunge il general manager di Europe Transenterix – e suscita grande interesse da parte degli addetti ai lavori proprio per la capacità di incidere favorevolmente su sicurezza e precisione degli interventi”.