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Medtronic: il nostro non è un business qualunque

Alleviare il dolore, ridare la salute e prolungare la vita. La mission di Medtronic, colosso mondiale del medtech, è piuttosto ambiziosa. Vuole sintetizzare l’attività di un gruppo che da settant’anni opera con i suoi device in tutti i principali mercati. Con numeri che rappresentano una diffusione capillare: ha un giro d’affari superiore a 30 mld di dollari l’anno, impiega più di 85.000 persone e rende disponibili le sue terapie a clinici, ospedali e pazienti in 160 paesi. Abbiamo incontrato Michele Perrino, presidente e amministratore di Medtronic Italia, nel quartier generale milanese. Il lungo colloquio, in uno studio tutto vetrate che domina la città, restituisce il profilo di un manager che parla con passione di quello che fa e non si sottrae anche quando si affrontano i temi più scomodi. Da una parte, le scelte strategiche di un gruppo in piena salute che punta molto sul nostro Paese. Dall’altra, le accuse sollevate dal consorzio internazionale dei giornalisti investigativi Icij, diffuse in Italia da L’Espresso, che adombrano problemi di sicurezza.

Medtronic è un gruppo globale ma ha una presenza significativa in Italia, secondo paese con 2500 dipendenti, dopo l’Irlanda (10mila). “È un’azienda che continua a credere in questo Paese. Siamo anche dal punto di vista di business il secondo paese in Europa per Medtronic, dopo la Germania: l’Italia ha un’importanza strategica e sentiamo perciò una forte responsabilità verso il Paese”.

In termini di crescita, l’incremento annuale è del 4-5%, sia a livello globale sia per quanto riguarda Medtronic Italia. E il gruppo guarda con interesse anche alle potenziali opportunità di merger&acquisition. Perrino vede spazi di crescita nelle “aree terapeutiche croniche (dolore, cancro, diabete, obesità) in cui non c’è ancora  un pieno accesso e fruizione delle migliori cure e terapie”. L’altro filone ‘caldo’ è quello delle offerte integrate in partnership con chi si occupa di erogazione dei servizi. L’obiettivo, spiega Perrino, è quello di “creare un ecosistema che colleghi tutti gli erogatori presenti e futuri per una ottimale presa in carico della cronicità a tutto vantaggio dei pazienti e del costo associato alla loro gestione”. Su questo fronte, il colosso del medtech ha già stretto diverse partnership con Ibm, Nestlè Nutrition, Tim, solo per citarne alcune.

Tra i temi trattati con l’ad di Medtronic ci sono l’innovazione, i progetti su cui si sta investendo, l’impegno a favore della ricerca. Ma sul tavolo ci sono anche i temi della trasparenza e della sicurezza. “Siamo consapevoli delle critiche espresse sulla comunità medtech da parte di alcuni media che si riferiscono al Consorzio internazionale di giornalisti investigativi ICIJ. Tuttavia, come Medtronic, siamo orgogliosi e sicuri di quello che facciamo in piena coerenza con la nostra missione, per adoperarci senza riserve – citandone il terzo punto – ed essere ‘riconosciuti come azienda di dedizione, onestà, affidabilità e qualità, integrità e servizio’. Quando parliamo di sicurezza del dispositivo, di commitment sul paziente, di trasparenza con cui gestiamo l’ipotetico conflitto, posso dire che siamo un esempio”, rivendica Perrino.

(L’intervista completa è disponibile sul numero cartaceo di Fortune Italia di gennaio)