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Un anno di Covid: gli errori e la speranza

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mario draghi

Dalla mancata prevenzione della seconda e terza ondata della pandemia Covid alla pessima comunicazione sul caso AstraZeneca. Ora serve un cambio di passo: vaccini e Recovery plan le sfide da non fallire. La versione completa di questo articolo, a firma di Fabio Insenga, è disponibile sul numero di Fortune Italia di aprile 2021.

DA UN LOCKDOWN a un altro. In mezzo, oltre centomila morti, un anno di false illusioni e una lunga sequenza di errori. Non solo italiani, non solo di un governo o di una parte politica, ma distribuiti e condivisi almeno in tutta Europa. Prima la gestione dell’emergenza, con la colpevole sottovalutazione del rischio di una seconda e terza ondata di contagi e l’incapacità di preparare per tempo l’unica risposta efficace, la vaccinazione di massa. Poi, la pessima comunicazione all’avvio della campagna vaccinale. Il caso AstraZeneca ha dimostrato tutti i limiti della mancata condivisione di scelte da parte degli Stati nazionali, della Commissione Ue e delle Autorità scientifiche. In gioco c’è innanzitutto la vita delle persone. E ogni passo falso costa morti e allontana il ritorno a una normalità senza Covid.

Cover aprile 2020
IN GUERRA DA UN ANNO: La cover del numero di aprile 2020 di Fortune Italia. Parlavamo di ‘guerra al Coronavirus’ nei giorni in cui iniziava il lockdown cge sarebbe finito a metà maggio. Una ‘guerra’ che a distanza di un anno non è stata ancora vinta. Ci sono state una seconda e una terza ondata della pandemia e la vaccinazione di massa è solo agli inizi.

 

LA FIDUCIA E IL RISCHIO RIFIUTO

Gli errori producono una conseguenza immediata, la perdita di fiducia. In un contesto già inquinato da pulsioni negazioniste e tentazioni no vax sempre pronte a riprendere forza, servono almeno istituzioni forti. Gli stati, i governi e i parlamenti, da una parte, le agenzie scientifiche, dall’altra. Solo la fiducia nella scienza può ristabilire a favore della razionalità una battaglia che altrimenti viene vinta dall’emotività. Servono decisioni chiare, e spiegate chiaramente, per portare l’opinione pubblica dalla parte dei vaccini. Sono Ema e Aifa a dover dettare i tempi e le modalità per vaccinare il più alto numero di persone possibile nel più breve tempo possibile. La comunità scientifica deve trovare la forza, e anche le competenze tecniche, per capire che non si può comunicare oggi come si faceva ieri.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di aprile 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe.Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

 

 

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