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Aeroporti europei a rischio crash

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Speranza (negata) e angoscia (rinnovata): è con queste due parole che Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, l’Associazione europea degli aeroporti, ha descritto lo stato in cui versano gli scali dell’Unione. La versione completa di questo articolo, a firma di Morena Pivetti, è disponibile sul numero di Fortune Italia di maggio 2021.

ALLA ‘SPERANZA’ DEL NOVEMBRE 2020, quando fu annunciato l’arrivo dei primi vaccini e si intravide l’uscita dal tunnel della crisi, ‘all’angoscia’ dei primi mesi del 2021 con la recrudescenza della terza ondata di Coronavirus: per gli aeroporti europei l’odissea da Covid-19 si è fatta, se possibile, ancora più dura e travagliata, con un crollo del traffico senza precedenti nella storia. Peggiore in questa primavera che in quella dello scorso anno e proprio quando ci si preparava alla ripresa dei voli.

È con queste due parole – speranza (negata) e angoscia (rinnovata) – che Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, l’Associazione europea degli aeroporti, ha descritto lo stato in cui versano gli scali dell’Unione al webinar organizzato dall’associazione di esperti dei trasporti Sipotra, e aperto dal presidente dell’Icao, l’Organizzazione mondiale per l’aviazione civile, l’italiano Salvatore Sciacchitano.

“Contavamo sul primo trimestre 2021 per iniziare la risalita verso la superficie e riprendere ossigeno – ha spiegato Jankovec – invece la comparsa di nuove varianti, i notevoli ritardi nelle campagne di vaccinazione e le severe restrizioni ai viaggi ci hanno fatto ripiombare sul fondo. Se a dicembre 2020 i passeggeri erano caduti del 79% rispetto al 2019, a febbraio e marzo hanno toccato -83%, e addirittura -89% se includiamo Svizzera e Regno Unito”.

Meglio hanno fatto Turchia e Russia, che hanno scontato meno chiusure. Nel 2020 il mercato europeo del trasporto aereo è stato il più colpito nel mondo: a fronte di una riduzione del 60% del traffico nella regione Asia Pacifico, del 61% in Nord, Sud America e Caraibi, del 67% in Africa e del 68% nel Medio Oriente, l’Europa ha registrato un -70%, con la perdita di 1,7 miliardi di passeggeri e il ritorno al numero di viaggiatori del 1995 mentre nel mondo la riduzione è stata nell’ordine del 60%, “dai 4,5 miliardi di passeggeri del 2019 agli 1,8 miliardi del 2020, un salto all’indietro di 17 anni, ai numeri del 2003”, ha dettagliato Sciacchitano.

“Il valore sul mercato delle prime 51 compagnie mondiali è pari al 20% di Amazon. Covid sarà l’ultimo chiodo nella bara di diversi vettori”, ha aggiunto, annunciato per ottobre una riunione dei 193 ministri dei Trasporti dei Paesi Icao per porre il settore aereo tra le priorità della ripresa e sensibilizzare i governi sulla necessità di forti interventi a sostegno dell’industria. Insieme alla quasi cancellazione del traffico la primavera ha portato un ulteriore taglio del numero di rotte servite dagli scali Ue: dal -50% di novembre con 6mila rotte annullate, al -55% di gennaio, con 6.663 rotte perse alle 6.914 di febbraio fino al -59% di marzo e 7.540 rotte cancellate rispetto al 2019.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di maggio 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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