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Si cambia sul vaccino per guariti, dose unica entro 12 mesi

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Mentre la ricerca su Covid-19 e la durata degli anticorpi nel sangue di chi è guarito va avanti, ci si prepara a modificare le indicazioni sul vaccino. E’ di qualche giorno fa lo studio italiano sulla popolazione di Vo’, che ha rilevato la presenza di anticorpi ad almeno 9 mesi dalla guarigione.

Un aspetto che è stato al centro di numerose ricerche, e che – insieme a un problema di tipo burocratico – ha portato a rivedere le regole vaccinali. Le persone guarite da Covid-19, infatti, potranno effettuare una unica dose di vaccino entro 12 mesi dal primo tampone positivo dopo la malattia, ha detto all’Ansa il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Precisando che si estenderanno così i tempi della normativa attuale, che prevede un’unica dose vaccinale entro 6 mesi dalla guarigione.

Un intervento “sulla base delle nuove evidenze scientifiche”, relative alla durata della immunità. Ma non solo.

A questo punto il provvedimento, come ha annunciato Costa, “verrà adottato in tempi brevi, già probabilmente entro questa settimana”. Ma forse anche prima, almeno a sentire il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ospite a ‘Tgcom 24′. “Molte persone non si vaccinano perché hanno ancora anticorpi dopo aver avuto il virus 8 mesi fa. E’ chiaro che dobbiamo cambiare” la norma e “portare questa soglia a un anno. Questo il ministero lo farà oggi stesso“.

Quello che e’ accaduto inoltre, spiega Costa, e’ che “molti cittadini che hanno contratto Covid-19 e che facevano una dose di vaccino, avevano poi difficoltà ad ottenere il green pass, e cio’ perche’ in alcune regioni la dose era somministrata magari dopo i sei mesi previsti” dalla normativa.

Quindi, la piattaforma del sistema non generava il green pass dal momento che “l’algoritmo prevedeva la vaccinazione per i guariti entro i sei mesi”. Se l’immunizzazione veniva quindi effettuata a sei mesi e 1 giorno, ad esempio, il sistema non riconosceva l’unica dose come ciclo completo – come e’ previsto per i soggetti che hanno già contratto Covid-19 – ma classificava in automatico quella vaccinazione come incompleta, richiedendo una seconda dose ai fini del green pass.Una bella disdetta per gli incolpevoli cittadini.

Un problema, ha affermato Costa, “che riguarda già qualche migliaia di cittadini e che ora risolveremo“.

Intanto si discute sui nuovi parametri relativi alle percentuali di occupazione Covid dei reparti di terapia intensiva e ordinari, e “non si esclude anche una ipotesi modulare in base all’incidenza dei casi. Quindi, potrebbero esserci anche delle percentuali variabili a seconda dell’incidenza dei contagi nelle diverse regioni”, ha aggiunto ancora Costa.

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