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Vaccini, effetto Draghi e libertà

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Più efficace delle preoccupazioni per la variante Delta, della crescita dei casi in Europa (e in Italia) e del monito di virologi ed epidemiologi. Le prenotazioni dei vaccini anti-Covid in Italia hanno subito una brusca accelerazione nelle ultime ore. Tanto da mettere in crisi, in alcuni casi, i sistemi informatici.

L’hanno chiamato ‘effetto Draghi’, o ‘effetto green pass‘. E a quantificarlo è stato il generale Francesco Paolo Figliuolo. “Oggi abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni che va da un +15% a +200% a seconda delle regioni. In Friuli Venezia Giulia abbiamo registrato un +6.000%”, ha detto al Tg5, sottolineando che – in piena estate – si sta procedendo con 500mila vaccini somministrati ogni giorno. “La macchina viaggia al 100%”.

Insomma, dopo le parole del premier sull’importanza dei vaccini e l’annuncio dell’utilizzo più esteso del green pass a partire dal 6 agosto, molti italiani hanno deciso che era arrivato il momento di prenotare.

La voglia di libertà – andare al ristorante, al cinema, a teatro, alle mostre – potè più della battaglia per la tanto sbandierata libertà di dire no ai vaccini? Sembrerebbe proprio così.

Ma come sta andando la pandemia in Italia? A fronte di una brusca risalita dell’indice Rt, con la variante Delta “ormai prevalente” e l’aumento dell’incidenza, gli ultimi dati della Cabina di Regia non fanno ben sperare.

E l’ultimo report Gimbe, insieme al rallentamento nella somministrazione di prime dosi, evidenziava come ancora 2,2 mln di over 60 fossero a quota zero vaccini.

In questo quadro, a fronte di 64.481.966 di vaccini somministrati, sono quasi 30 milioni – 29.463.542 – gli italiani che hanno completato il ciclo, ovvero il 54,55 % della popolazione over 12. Il timore, evidentemente, era quello di una ‘stagnazione’ della campagna vaccinale, complice anche l’effetto ferie. Un rallentamento che avrebbe messo in crisi la ripresa delle attività a settembre, a partire dalla scuola.

Così, ancora una volta, il premier ci ha messo la faccia. Ha chiarito con parole nette che “l’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore”. Mario Draghi, evidentemente, non è interessato ai voti dei no vax. Ma, piuttosto, a quello che accadrà a settembre. Con il grande interrogativo legato ai trasporti e alla scuola.

Così il ‘green pass’ è diventato una leva per convincere gli esitanti a fare i vaccini. Ma potrebbe non bastare. Se insegnanti e ragazzi non saranno immunizzati a sufficienza e per tempo, la Dad e le lezioni a singhiozzo sono una certezza. E adesso, dopo i risultati degli Invalsi, sappiamo meglio di che cosa stiamo parlando.

Per fare un bilancio occorrerà aspettare i primi di agosto. Intanto nelle ultime ore le prenotazioni sono state ben 49mila in Lombardia, 55mila nel Lazio (“confermo l’obiettivo di immunizzare con doppia dose il 70% della popolazione vaccinabile entro l’8 agosto“, assicura l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato) e un vero e proprio “assalto alla diligenza” segnalato in Veneto da Luca Zaia.

L’obbligatorietà dei vaccini non è un tema nuovo: pensiamo alla polio, o al colera a Napoli. Ma è un tema che divide, capace di portare in piazza migliaia di persone. Basteranno le parole del premier, e il green pass, a convincere gli indecisi?

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