Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement
servier health

Il potente messaggio di Mattarella a no vax e no green pass

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Nessun accenno al semestre bianco, che pure è alle porte (comincia il 3 agosto). La doverosa premessa di non avere intenzione di esprimere “valutazioni strettamente politiche, che devono essermi rigorosamente estranee”. Ma in quella che dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) la sua ultima cerimonia del Ventaglio per il tradizionale scambio di auguri con la stampa parlamentare, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella manda un potente messaggio a favore della campagna vaccinale, rivolto a no vax, no green pass e a tutti quelli che vi ammiccano per tornaconto politico.

Due frasi su tutte le altre: “La vaccinazione è un dovere civico”, “chi limita la nostra libertà è il virus, non le regole per sconfiggerlo”. Parole queste ultime che certamente non piaceranno a coloro – in verità decisamente una minoranza – che in questi giorni sono scesi in piazza per protestare contro la decisione del governo di richiedere il certificato verde per accedere ad alcune attività, compresi bar e ristoranti al chiuso. Ma non è certo il compiacimento che il capo dello Stato ricercava con queste parole, anzi è esattamente il contrario. Perché pronunciando quelle frasi dai giardini del Quirinale, è come se Mattarella ne avesse voluto sottolineare il valore super partes, guidato da quello che chiama il “senso di comunità, un senso di responsabilità collettiva”.

“Se la legge non dispone diversamente – sottolinea il capo dello Stato – si può dire ‘in casa mia il vaccino non entra’. Ma questo non si può dire per ambienti comuni, non si può dire per gli spazi condivisi, dove le altre persone hanno il diritto che nessuno vi porti un alto pericolo di contagio”.

Come già aveva fatto la settimana scorsa il premier Mario Draghi, anche il presidente della Repubblica ricorda che la pandemia non è finita, che è in circolazione una variante ancora più contagiosa e che se, insomma, non si vuole tornare a un nuovo lockdown è necessario l’impegno di tutti. “Senza attenzione e senso di responsabilità rischiamo una nuova paralisi della vita sociale ed economica, nuove, diffuse chiusure, ulteriori, pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese. La pandemia ha imposto grandi sacrifici in tanti ambiti. Ovunque gravi”.

Ovunque, dice il capo dello Stato. Ma soprattutto in uno: la scuola. Proprio mentre si discute di obbligo vaccinale per i professori e di green pass per accedere in classe, il presidente della Repubblica sottolinea la necessità di lasciarsi la stagione della Dad alle spalle. “Ne abbiamo registrato danni culturali e umani, sofferenze psicologiche diffuse che impongono di reagire con prontezza e con determinazione. Occorre tornare a una vita scolastica ordinata e colmare le lacune che si sono formate. Il regolare andamento del prossimo anno scolastico deve essere un’assoluta priorità”. E ancora una volta torna l’appello all’impegno di tutti gli attori. “Gli insegnanti, le famiglie, tutti devono avvertire questa responsabilità, questo dovere, e corrispondervi con i loro comportamenti”.

E se il monito è rivolto a ogni singolo cittadino, ancora di più vale per chi ha responsabilità di rappresentanza politica. Il capo dello Stato riconosce a maggioranza e opposizione e ai governi che si sono succeduti il loro impegno. Ma adesso chiede di non abbassare le difese, e soprattutto di non farlo per ragioni propagandistiche. “Conto che le forze politiche, di fronte a un tempo che sembra volgersi verso prospettive migliori – osserva – continuino a lavorare nella doverosa considerazione del bene comune del Paese. Conto che non si smarrisca la consapevolezza della emergenza che tuttora l’Italia sta attraversando, dei gravi pericoli sui versanti sanitario, economico e sociale. Che non si pensi di averli alle spalle. Che non si rivolga attenzione prevalente a questioni non altrettanto pressanti”.