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Italiani cercano più info su vaccini, crolla fiducia nel web

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vaccini influenza

Circa 8 italiani su 10 cercano maggiori informazioni sui vaccini. Ma ‘vacilla’ la fiducia nel web. È quanto emerge, in estrema sintesi, da ‘Termometro Influenza’, l’indagine condotta da SWG con il supporto di Seqirus su un campione di 2.523 cittadini maggiorenni rappresentativo della popolazione (per genere, età, area geografica e ampiezza del comune di residenza).

Obiettivo dell’indagine, come ha spiegato Riccardo Grassi, direttore di ricerca SWG, è quello di “mettere a confronto periodicamente come, nel corso dei mesi, possano cambiare ed evolversi le percezioni degli italiani nei confronti della vaccinazione e più in generale sul loro stato di salute”.
Oggi dunque gli italiani stanno rivalutando “positivamente il valore della vaccinazione – hanno fatto sapere i ricercatori – con un trend in netta crescita tra coloro che la ritengono fondamentale per la salute, e si affidano sempre di più agli esperti”.

Dalla ricerca, inoltre, è emerso che il medico di medicina generale è in prima linea nelle scelte di prevenzione, seguito dal farmacista. “Ma c’è un altro fattore da non sottovalutare: le persone puntano sempre di più, dopo il trend positivo registrato lo scorso inverno, sulla vaccinazione per l’influenza.

Ma chiedono al contempo che “il vaccino proposto sia ‘ad personam‘, ovvero mirato sulle caratteristiche del soggetto, tenendo d’occhio anche l’età ed eventuali stati di difficoltà del sistema immunitario”. E’ cresciuta quindi la propensione a proteggersi nei confronti dell’influenza stagionale nel periodo della pandemia da Covid-19.

Inoltre gli italiani considerano un unico appuntamento per i due vaccini come fondamentale in termini organizzativi e logistici. “Il 69% delle persone si dice infatti disposto alla co-somministrazione dei due vaccini – si legge nella ricerca- preferibilmente a novembre (37%) e ad ottobre (30%)”.

L’altra grande tendenza che emerge dalla ricerca SWG è la necessità di avere informazioni scientificamente comprovate. “L’82% degli intervistati considera fondamentale avere più informazioni sui vaccini- hanno evidenziato gli esperti – nell’ambito di una percezione sempre più positiva del valore di questi strumenti di prevenzione. Al 72% farebbe piacere ricevere un vaccino antinfluenzale personalizzato e il 59% è ben cosciente che esistono diversi tipi di vaccini per l’influenza, da impiegarsi caso per caso in base all’età e alle condizioni di salute delle persone”.

Questo dato è “particolarmente importante” soprattutto se si parla in riferimento alla popolazione over-65, che necessita di un vaccino su misura per il rischio dell’immunosenescenza, ovvero della ridotta risposta difensiva, che può rendere meno efficace la vaccinazione in questa fascia di popolazione.

In questa ricerca di informazioni, acuita dalla pandemia, cresce la fiducia nelle informazioni che giungono da fonti ‘scientifiche’. In questo senso, parlando di profilassi dell’influenza, “l’89% delle persone individua il medico di medicina generale come ‘guida’ per la scelta, seguito dalle istituzioni sanitarie (ministero, Regione o Asl) (83%) e dal farmacista (81%)”.

Crollano invece i social network come punto informativo sul tema. Secondo l’indagine solo il 24% delle persone si fiderebbe delle informazioni che vengono da questa fonte.

“Più di 8 persone su 10 considerano che, proseguendo la pandemia da Covid-19 con le varianti, chi prende l’influenza stagionale rischia doppiamente di avere complicanze e per questo consigliano la protezione vaccinale”, conclude infine la ricerca.