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Analfabetismo, 100 mln di bambini a rischio in pandemia

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scuola analfabetismo

Non è solo la salute fisica ad essere minacciata dalla pandemia di Covid-19. Nella Giornata internazionale dell’alfabetizzazione quest’anno si insinua un fenomeno inquietante: l’effetto della pandemia sulla scuola sta facendo perdere terreno alle conquiste in termini di alfabetizzazione e scolarizzazione degli ultimi due secoli. Con lo spettro di una insospettabile crescita dell’analfabetismo.

Secondo l’Unesco oltre 100 milioni di bambini in tutto il mondo scenderanno al di sotto del livello minimo di “reading skills” a causa dell’impatto della chiusura delle scuole dovuto alla pandemia. Sempre secondo l’Unesco, come riporta l’emittente televisiva americana Abc News, la pandemia ha messo ben 24 milioni di bambini e giovani in condizione di rischiare l’abbandono dell’educazione scolastica.

Siamo di fronte ad un analfabetismo di ritorno? Il rischio è drammaticamente marcato anche in Italia: stando infatti alla somma degli ultimi dati Istat e Invalsi, il 23% degli studenti, circa un giovanissimo su 4, ha abbandonato la scuola oppure non ha acquisito competenze minime nel corso dell’anno corrente. E ancora, secondo Invalsi gli studenti italiani che non raggiungono risultati adeguati in italiano corrispondono al 44% del totale, +9% rispetto al 2019, mentre, per quanto riguarda l’Inglese lato reading e listening, i frequentanti inadeguati equivalgono rispettivamente al 51% e al 63%. Inoltre, in molte regioni del Mezzogiorno, oltre la metà degli studenti non raggiunge la soglia minima di competenze in italiano: da segnalare, sotto questo punto di vista, la Campania e la Calabria con il 64%, la Puglia con il 59% e la Sicilia con il 57%.

Contro la minaccia dell’analfabetismo scuole ed educatori, come sottolineano Associated Press e Chicago Tribune, stanno facendo il possibile per rintracciare gli studenti che hanno abbandonato gli studi e consentire loro di completare i percorsi didattici in corso d’opera. Ma non basta: come riporta un altro report di Abc News, gli stessi insegnanti chiedono sostegno in modo tale da mitigare le perdite di apprendimento e prevenire anche l’abbandono scolastico.

“Quella degli insegnanti è una grande sfida – commenta Massimo De Donno, esperto di apprendimento e ideatore del Metodo Genio in 21 GiorniCoinvolgere e appassionare i propri studenti è sempre più impegnativo. È questa necessità che spinge le centinaia di insegnanti che si rivolgono a noi, a intraprendere un percorso per migliorare le proprie soft skills nell’insegnamento”.

“Chiunque abbia seguito una riunione con la telecamera spenta può farsi un’idea del livello di attenzione che possono avere i ragazzi dietro uno schermo. Non ci sono solo mille distrazioni che regalano appagamento immediato (social, videogame, serie tv ecc…), ma anche un mondo interiore e di emozioni negative, come la solitudine e l’ansia che impediscono di apprendere. La sfida per gli insegnanti oggi non è semplicemente quella di migliorare le proprie capacità didattiche, pianificare, preparare e tenere lezioni memorabili, ma prima di tutto rompere la barriera del loro disinteresse”.

“La buona notizia – continua De Donno – È che quando la barriera del disinteresse viene abbattuta, nei ragazzi si riaccende una fiammella. Perché da questa poi possa divampare la passione per lo studio ci sono diversi elementi su cui lavorare, a partire dal costruire un metodo di studio personalizzato, quello che garantisce di trasformare un grande impegno in grandi risultati. Gli studenti più autoregolati sono anche più interessati a ciò che viene loro insegnato e, di conseguenza, anche aperti ad assimilare nuove ed importanti competenze. A questo proposito, Genio in 21 Giorni ha triplicato le collaborazioni gratuite con le scuole in periodo di pandemia, registrando grande partecipazione e mobilitando oltre 62.000 studenti.”

Sulla stessa lunghezza d’onda, Accredited Schools Online introduce il concetto di coach di classe, sottolineando l’importanza dello sviluppo di programmi di tutoraggio, grazie ai quali è possibile aiutare gli studenti a sviluppare un metodo di studio adeguato e, allo stesso tempo, fare loro da spalla anche a livello umano e psicologico. E ancora, Resilient Educator si concentra sul fatto che gli insegnanti hanno il compito di ricordare l’importanza di concludere gli studi, d’individuare percorsi di studio adeguati, anche alternativi, per gli studenti e, infine, di essere proattivi sin dalle prime battute, individuando i casi o i giovani che sin dai primi anni accademici dimostrano difficoltà.

Ecco, infine, i 10 consigli di Massimo De Donno per mitigare il crollo delle competenze dei singoli studenti ed evitare l’aumento dell’abbandono scolastico, contrastando i rischi di analfabetismo:

1) Coinvolgimento e motivazione: gli insegnanti devono nutrire grandi aspettative nei confronti di ciò che i propri studenti possono diventare e realizzare; uno dei loro compiti principali è assistere gli studenti nella definizione di obiettivi realistici e motivanti e poi fare di tutto perché li realizzino, mostrando interesse genuino per loro e rendendo stimolanti le lezioni e le consegne;

2) La fiducia come parola chiave: come in ogni rapporto interpersonale, anche in quello fra studenti e insegnanti, la fiducia e l’empatia permettono di esprimersi più liberamente; la relazione è al centro del processo di insegnamento/apprendimento;

3) Uguaglianza: per quanto sia naturale avere delle preferenze nei confronti degli studenti che hanno uno stile di pensiero simile al proprio, è compito degli insegnanti evitare di fare favoritismi e di attribuire etichette;

4) Non solo istruzione: i docenti, oltre a insegnare, sono esempi di vita, esserne sempre consapevoli aiuta a far crescere i propri allievi a 360°;

5) Coaching: la figura del coach di classe risulta fondamentale per supportare gli studenti attraverso consigli e input personalizzati;

6) Programmi di sviluppo delle competenze: l’insegnante è colui che deve migliorare le competenze dei propri alunni e allo stesso tempo introdurre nuovi argomenti e mediare tra gli allievi e i contenuti, come ben dimostra l’esperienza degli insegnanti che applicano le procedure di tutoring dei Preparatori personali di Genio in 21 Giorni;

7) Sviluppare un metodo di apprendimento personale: il primo passo verso la crescita del singolo studente parte sempre dalla creazione di un metodo di studio efficace;

8) L’importanza dello studio: utilizzare riferimenti alla quotidianità, alle trasformazioni sociali, alle sfide dei nostri tempi mostra in modo concreto ai giovani l’importanza dell’apprendimento, dell’educazione e dei suoi benefici per migliorare la qualità della vita;

9) Istruzione alternativa: un buon insegnante è in grado di comprendere i punti di forza del singolo allievo, incoraggiandolo a perseguire percorsi di studio alternativi o specializzati;

10) La proattività degli insegnanti: misurare l’efficacia degli interventi messi in campo dal singolo insegnante, così come dall’intero gruppo di insegnanti in una classe, insieme alla ricerca costante di feedback sono le attività con l’impatto più grande sui risultati degli studenti.

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