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Cosmetici in tempo di Covid, segnali di ripresa

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Addio a cosmetici e prodotti di bellezza in tempo di mascherine, smartworking e distanziamento? Piuttosto ci si adatta. A guardare i numeri, il settore cosmetico nazionale pare aver assorbito il colpo di Covid-19 meglio di altri comparti, complici l’indispensabilità dei prodotti per l’igiene per il contrasto al virus e la propensione ad accogliere nuove abitudini e forme di consumo. Meno trucchi e profumi, ma più saponi liquidi e prodotti per l’igiene personale e per quella delle mani.

Ma eccoli i numeri, diffusi all’apertura di Cosmoprof Worldwide Bologna da Cosmetica Italia: 10,6 miliardi di fatturato di settore, che salgono a 33,2 se si considera l’intera filiera; 36mila addetti diretti, che arrivano a 400mila con l’indotto. Oltre 4,1 miliardi di export per i cosmetici italiani, e una bilancia commerciale del valore di 2,3 miliardi. Un mercato interno prossimo ai 9,8 miliardi. Sono i numeri che tracciano il perimetro di un comparto che, nonostante le inevitabili conseguenze della pandemia, ha saputo dimostrare resilienza.

“Il settore cosmetico, da sempre, si distingue per la sua aciclicità – commenta Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi Cosmetica Italia – e, anche in questo scenario macroeconomico particolarmente incerto, ha avuto una tenuta migliore rispetto a gran parte dei comparti del manifatturiero, dimostrando una forte capacità di reazione e dando luce alla positiva risposta delle imprese alle mutate modalità di acquisto e di consumo”.

“Certamente gli effetti della crisi si sono fatti sentire e le difficoltà non sono mancate: nel 2020 il fatturato ha subito un calo di 12 punti percentuali rispetto all’anno precedente, e le esportazioni hanno registrato una contrazione ancora superiore, del 16,7%. Non fa eccezione il mercato interno, sceso del 9,6%. Le previsioni per il prossimo futuro, però, danno importanti segnali di ripresa e già nel 2022 si potrà tornare ai valori pre-Covid”.

L’andamento dei singoli prodotti cosmetici riflette in modo evidente le nuove abitudini dei consumatori, fortemente condizionate dall’emergenza sanitaria e dalle misure di contenimento dei contagi. Se, infatti, la riduzione delle occasioni di socialità ha provocato importanti cali su alcune categorie merceologiche, come il trucco viso (-28,9%) o la profumeria alcolica (-21,5%), la maggiore e attenzione per l’igiene personale ha portato alla crescita dell’insieme dei prodotti legati a questa funzione (+6%).

In particolare, i saponi liquidi hanno registrato un picco: +35%. Anche le dinamiche legate ai diversi canali di distribuzione rispecchiano i cambiamenti imposti dallo stato di emergenza, che ha avuto un forte impatto sulla frequentazione dei punti vendita fisici, portando i cittadini a scelte obbligate sulla base di aperture e chiusure. I cali più consistenti nei consumi cosmetici si rilevano nei centri estetici (-29%), in profumeria (-26,1%), in erboristeria (-26%) e nei saloni di acconciatura (-22,5%).

Buona, invece, la tenuta della grande distribuzione e della farmacia, esercizi che non hanno particolarmente risentito di chiusure imposte, con contrazioni rispettivamente del 3,8 e del 3,5%.

Si distingue il segno più registrato dall’e-commerce, in crescita di 42 punti percentuali: una performance in parte condizionata dalle limitazioni alla mobilità, ma anche il segnale dell’affermazione di nuove scelte d’acquisto destinate, secondo Cosmetica Italia, a rimanere irreversibili.

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