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Il soccorso arriva in volo col drone, firmato l’accordo

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drone

Arriva rapidamente dal cielo, con un drone attrezzato ad hoc, il soccorso in caso di emergenza sanitaria. E’ stato infatti firmato oggi a Roma l’accordo di partenariato tra la Società Italiana Sistema 118 (Sis 118) e i partner istituzionali e tecnici del progetto “Sanitary Emergency Urban Air Mobility (Seuam).

Il progetto prevede la sperimentazione di modalità inedite di soccorso al paziente critico, ossia in imminente pericolo di perdere la vita, effettuato dal Sistema di Emergenza Territoriale 118 (SET118) mediante l’invio sui vari scenari di soccorso di droni iperveloci, teleguidati dalle Centrali operative 118, in grado di portare in pochissimi minuti presso il paziente, a seconda delle necessità, defibrillatori automatici, emoderivati, farmaci, antidoti, materiale sanitario di estrema necessità in caso di maxiemergenze.

Tra i partner istituzionali il Politecnico di Milano, l’Università Campus Biomedico di Roma, la Libera Università Mediterranea (Lum) “Giuseppe Degennaro” di Casamassima (Bari), Federconsumatori Nazionale, i Comuni di Taranto, Santa Lucia di Serino, Altomonte, Massa di Somma, il Coni Comitato Regionale della Campania, Federsanità Anci Campania, ed autorevoli partner tecnici, quali Caltec, Iredeem Phillips.

“Seuam è un progetto rivoluzionario di cardioprotezione aerea e di supporto aereo avanzato alla rianimazione del paziente critico – spiega Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118, ideatore del progetto – che si propone, mediante l’utilizzo di droni, l’obiettivo di abbattere in modo drastico i tempi del soccorso effettuato dal Sistema 118, anticipando l’arrivo presso il paziente del defibrillatore automatico, nel caso di un arresto cardiaco improvviso, o supportando da parte della Centrale operativa 118 la terapia di stabilizzazione delle funzioni vitali effettuata da un equipaggio medicalizzato e infermierizzato del Set 118 che si trovi al cospetto di un paziente in stato di shock emorragico (es. una persona dissanguata in conseguenza di un incidente stradale), con il trasporto da parte del drone di sangue o emoderivati. Oppure, nel caso di un paziente vittima di intossicazione acuta, con il trasporto da parte del drone di farmaci o antidoti eventualmente necessari”.

“L’impiego del drone quale mezzo di soccorso aereo da parte del Sistema 118 può avere, contestualmente – prosegue Balzanelli – impiego strategico fondamentale anche in caso di ricognizione finalizzata ad individuare in tempi brevissimi la presenza di vittime che si trovino in scenari ostili e complessi da raggiungere in prima battuta dai mezzi di soccorso. E può avere un ruolo di straordinaria importanza gestionale laddove si renda necessario trasportare in tempi assai rapidi materiale sanitario in zone improvvisamente isolate, come può verificarsi in caso di maxiemergenze”.

“Abbattere i tempi significa salvare vite umane. Ringrazio tutti i prestigiosi partner che hanno aderito alla sperimentazione – conclude Balzanelli – per la scelta coraggiosa di condividere il varo di questa nuova era del soccorso sanitario territoriale in emergenza effettuato dal 118, che, siamo certi, anche sulla base di alcuni recentissimi studi effettuati a livello internazionale, darà i suoi frutti. Partiremo immediatamente. Entro dicembre prevediamo di effettuare i primi test nei Comuni individuati”.

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