Covid, la variante Omicron domina in Italia

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Diasorin

Sembra inarrestabile la corsa della variante Omicron, che in poche settimane è divenuta predominante in Italia, surclassando Delta. Come ampiamente previsto, questa variante straordinariamente contagiosa ha guadagnato rapidamente terreno, e al 3 gennaio scorso la sua prevalenza nel nostro Paese era all’81%, con una variabilità regionale tra il 33% (della Valle d’Aosta) e il 100% (della Basilicata). Mentre la Delta era al 19% del campione esaminato.

Non stupiscono troppo i risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Ma cosa sappiano di questa variante? Dai ricercatori internazionali arrivano conferme interessanti: in particolare una serie di studi sudafricani, che segnalano la minore percentuale di ospedalizzazioni, casi severi e decessi collegati all’infezione da variante Omicron.

E ancora, una ricerca realizzata dall’Imperial College di Londra ha dimostrato che la variante Omicron si replica vie aeree superiori in maniera molto più efficiente di Delta. La sua proteina Spike si lega al recettore ACE2 in maniera più salda rispetto alle altre varianti, ed è in grado di legarsi anche ai recettori ACE2 di altri animali. Insomma, la variante è più contagiosa non solo per l’uomo.

Infine diverse ricerche, tra cui una condotta in Italia dalla Fondazione Santa Lucia, confermano – come si legge nell’ultimo Aggiornamento sul coronavirus di Salvatore Curiale – che nonostante le numerose mutazioni e l’evasione dagli anticorpi, la variante Omicron non riesce a “sfuggire” alle cellule T generate dalla vaccinazione o da una precedente infezione, che riconoscono la nuova variante e, con ogni probabilità, proteggono l’organismo dalle forme severe della malattia.

Quanto alla diffusione della variante Omicron in Italia, hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni, 120 laboratori regionali e il Laboratorio di Sanità Militare e sono stati sequenziati 2632 campioni.

“Nell’indagine precedente, e relativa ai casi del 20 di dicembre 2021, la prevalenza” della variante Omicron in Italia “era stata stimata pari al 21%“, ricordano gli autori del report. I risultati, “per quanto non privi di limiti e bias, mostrano una rapida diffusione della variante Omicron, in linea con quanto già descritto recentemente in altri Paesi Europei. Inoltre, non bisogna trascurare il fatto che la variante Delta co-circola nel Paese, sia pure con una prevalenza che sta diminuendo progressivamente nel tempo, che suggerisce uno svantaggio competitivo nei confronti di Omicron”, concludono gli specialisti.

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