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Moderna in Italia scommette sulle donne, intervista a Cinzia Marano

Cinzia Marano
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Per fare passi avanti nella scienza servono curiosità, ma anche visione e passione. Forse non a caso tre sostantivi femminili. Così la biotech americana Moderna – che da promettente startup è diventata un colosso, avendo messo a punto l’ormai celebre vaccino anti-Covid a mRna SpikeVax – nel nostro Paese scommette proprio sulle donne. E lo fa scegliendo Cinzia Marano come nuovo Italian Medicine Director. Marano, che in realtà è un ‘cervello di ritorno’ dopo una brillante carriera all’estero, si racconta a Fortune Italia in occasione dell’8 marzo.

“Sono assolutamente orgogliosa di essere stata scelta da Moderna e di poter contribuire all’ulteriore sviluppo dell’azienda. Far conoscere la scienza che la società ha sviluppato e la nostra piattaforma è molto energizzante – confida – Inoltre Moderna sta dimostrando di essere un’azienda con un approccio innovativo, coltivando diversità e inclusione. Ci sono diversi programmi in questo senso e, ad oggi, il 46% della squadra di Moderna nel mondo è costituito donne, che nei ruoli apicali sono poco meno del 40%”.

Ma come è nata la carriera del nuovo Medicine Director? “Fondamentalmente arrivo dalla sanità pubblica e ho lavorato come epidemiologa. Poi ho sentito il bisogno di contribuire al miglioramento della salute della popolazione, e da qui la scelta circa 16 anni fa di lasciare l’Italia per lavorare per Centers for Disease Control and Prevention negli Stati Uniti. Da lì la mia carriera è cambiata completamente, anche in termini di prospettive, rispetto a quella che avrei potuto avere in Italia. Mi sono appassionata ai vaccini, che hanno rappresentato dopo la potabilizzazione dell’acqua il momento più significativo di sanità pubblica, e hanno portato al miglioramento della durata e della qualità della vita delle persone”.

Così, dopo aver lavorato negli Usa come epidemiologo di campo nella gestione delle epidemie (“un lavoro molto affascinante e dinamico”), “ho avuto l’opportunità di entrare nell’industria, per contribuire da un altro punto di vista al miglioramento della salute della popolazione”. Proprio questa, ribadisce, è la “passione” che ha guidato la sua carriera. Dopo essere stata Vaccine Medical Head di GSK, Marano è da poco sbarcata in Moderna.

Ma quali sono le difficoltà che una donna appassionata di scienza trova sul suo cammino? “Il problema fondamentale in Italia è legato alla mancanza di fondi per la ricerca. Sarebbe necessario modernizzare un po’ il mindset della ricerca nel nostro Paese: ci sono tantissime realtà dove i giovani sono portati avanti, ma non sono sufficienti a stimolare e offrire le progettualità necessarie per tutti i ragazzi e le ragazze appassionati di scienza. Si va via dall’Italia perché ci sono opportunità diverse, più stimolanti, ma anche maggiori aperture mentali rispetto a profili” peculiari. Per Marano, dunque, contro la ‘fuga dei cervelli’ “occorre modernizzare l’approccio alla ricerca: la verità è che non mancano le eccellenze in Italia, anche femminili, che possono – anzi devono – essere valorizzate”.

Quanto alla ricerca ‘targata Moderna’, l’azienda è molto attiva, e non solo sul fronte Covid. Sta studiando un vaccino mirato alla variante Omicron e uno ‘pan-respiratorio’ contro diverse malattie (Covid, influenza e virus respiratorio sinciziale). “Stiamo lavorando al vaccino mirato alla variante Omicron – conferma Marano – ma a oggi dobbiamo dire che l’attuale vaccino ha dimostrato di poter contenere anche questa variante, seppur meno bene rispetto alle altre. Il vaccino contro Omicron è comunque in fase II, i risultati arriveranno a breve ma – precisa – non li abbiamo ancora visti. Appena li avremo li diffonderemo”.

La biotech americana ha circa 44 programmi di ricerca in corso, su vaccini e nuove terapie. Fra questi anche un anti-influenzale quadrivalente. Ma fra i prodotti più attesi c’è il  vaccino pan-respiratorio: “E’ un obiettivo importante – ammette l’esperta – non solo per la popolazione ma anche per il sistema sanitario: in una seduta si riuscirebbe a dare protezione contro tre patologie, riducendo il carico sui servizi”. Ma quanto dovremo aspettare? “Moderna è veloce, ma anche la ricerca ha i suoi tempi”, dice cauta Marano, anche se fa capire che i primi risultati potrebbero arrivare per il prossimo autunno-inverno.

Ultimamente “è stato annunciato anche il progetto per un vaccino contro l’Herpes zoster e uno contro l’Hiv“, sfruttando la piattaforma a mRna. “Un altro vaccino che potrebbe avere un grandissimo valore aggiunto è quello per la prevenzione del Citomegalovirus, causa di gravi difetti alla nascita”, aggiunge l’esperta.

La ricerca corre, ma in Italia sono ancora poche le donne nella scienza (e in ruoli apicali). Il messaggio di Marano alle ragazze che stanno pensando a una carriera scientifica è, comunque, molto positivo: “La scienza è bellissima, è curiosità, tenacia e dà grandissime soddisfazioni: per una ragazza che sta uscendo dal liceo, una scelta nell’ambito scientifico può stimolare la creatività e l’audacia di fare qualcosa di diverso. Le difficoltà che si possono incontrare lungo la strada – testimonia – saranno ripagate dalle soddisfazioni. Io stessa sono stata molto supportata da altre donne anche nei momenti di difficoltà, e attraverso programmi di mentorship, cerco di favorire l’allargamento e l’inclusione. Perché sono convinta che sia davvero importante avere più donne nella scienza”.

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