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Misteriose epatiti nei bambini, l’indagine in Italia

epatite

E’ appena partita un’indagine a tappeto su tutti i centri epatologici pediatrici italiani, per valutare l’eventuale aumento di casi di epatiti acute con cause sconosciute e verificare anche il nostro Paese è interessato al fenomeno che sta coinvolgendo diverse nazioni europee. L’allarme è partito dal Regno Unito dove, da gennaio, si sono verificati 108 casi di epatite misteriosa in bambini sotto i 10 anni.

A lanciare l’indagine la Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp).

Ma cosa sta accadendo nel nostro Paese? “In questo momento non sono segnalati casi in Italia – fa sapere il sottosegretario Pierpaolo Sileri, interpellato dalla Dire – ma laddove tu hai un’epatite che non è stata ancora inquadrata, da lì può nascere il sospetto”. In ogni caso “il ministero della Salute – fa sapere Sileri – si è immediatamente attivato, è stata inviata una nota alle Regioni e sono state fatte diverse riunioni con l’Ecdc. Per il resto, sappiamo per ora quello che sanno anche gli altri Paesi, purtroppo ancora poco, nel senso che c’è la descrizione di casi di epatite, molti nel Regno Unito e alcuni in Spagna, Olanda, Belgio e Romania. Si tratta di una forma di epatite non riconosciuta nelle classiche epatiti virali, quindi A, B, C, D ed E, non si conosce la sua natura e se vi è un virus” all’origine. “In alcuni casi è stato trovato adenovirus, non c’è correlazione con Covid e alcuni di questi piccoli pazienti hanno purtroppo necessitato, perché era una forma di epatite grave, di trapianto di fegato. Al momento si tratta per fortuna di numeri molto bassi e c’è una difficoltà nella diagnosi, perché se tu hai un qualcosa di nuovo non sai neppure come testarlo”.

Quanto all’indagine sui centri epatologici pediatrici, “è una survey – spiega all’Adnkronos Salute Angelo Di Giorgio, coordinatore dell’Area fegato-pancreas della Sigenp – finalizzata a fotografare la situazione italiana in merito a questi casi di epatite acuta o insufficienza epatica acuta”. L’obiettivo, aggiunge il pediatra epatologo presso il Centro epatologia e trapianti pediatrici dell’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, “è capire quanti casi in questo momento sono in trattamento in Italia, e se abbiamo evidenze di un maggior numero di casi rispetto agli anni precedente. Serve verificare un eventuale incremento anomalo”.

“L’insufficienza epatica acuta ad eziologia sconosciuta è infatti una patologia ben nota, che colpisce i bambini, puntualmente, ogni anno. Abbiamo sempre avuto casi e continuiamo ad averne. C’è da capire se ad oggi, da gennaio ad aprile, ne abbiamo di più degli anni precedenti. Questo sarebbe patologico”.

Ma come funziona l’indagine? Si basa su “un questionario per i centri. Le domande includono la collocazione regionale, per valutare eventuali differenze regionali o per macroaree, il tipo di struttura che risponde (ospedale di primo livello, istituto di ricerca, centro trapianti eccetera), i casi in trattamento. Avremo i primi dati tra martedì e mercoledì della prossima settimana”, conclude l’esperto.

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