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Covid, dal Mise 34 mln euro a Irbm per nuovi vaccini

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Irbm

Buone notizie per Irbm, l’azienda biotech di Pomezia divenuta celebre in pandemia per il lavoro allo sfortunato vaccino anti-Covid ‘targato’ AstraZeneca. In queste ore è arrivata infatti la notizia di un accordo, autorizzato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, per realizzare un programma di investimenti di 34 milioni di euro, finalizzato proprio a rafforzare la capacità di contrasto a Covid 19 e la diffusione di nuovi coronavirus.

“Con progetti industriali e di ricerca e sviluppo si punta ad ampliare la capacità dei laboratori di due società del gruppo, Irbm Spa e Advent Srl, incrementando la produzione e la sperimentazione di nuovi vaccini e terapie innovative, anche sulla base delle sinergie venutesi a creare nell’ambito del piano di collaborazione avviato nel 2020 con Oxford University e AstraZeneca”, spiega il Mise.

Il ministero agevola l’investimento con 13 milioni di euro che, oltre a salvaguardare l’occupazione esistente, consentiranno la creazione di oltre 50 nuovi posti di lavoro. Si tratta del secondo annuncio di questo tipo in poche settimane, dopo il via libera a investimenti per 204 milioni di euro destinati ai progetti di BSP Pharmaceuticals, Gelesis e Sanofi. 

“E’ volontà del governo continuare a sostenere gli investimenti in un settore strategico come il farmaceutico, dove la capacità di guardare al futuro e prevenire crisi sanitarie diventa fondamentale per garantire la salute dei cittadini e fronteggiare conseguenze economiche e sociali”, ha chiarito Giancarlo Giorgetti, che nell’ultimo anno ha tenuto aperto un dialogo costante con le aziende del pharma.

“In questa direzione – ha aggiunto il ministro – va la scelta compiuta di introdurre, attraverso decreto legge, un nuovo meccanismo di fast track per favorire gli investimenti di imprese nel nostro Paese ed evitare così di perdere rilevanti opportunità a causa dei tempi lunghi della burocrazia”. Un’allusione neanche troppo velata, quella del ministro, al caso della Catalent di Anagni: in un colpo solo il Lazio ha perso nuovi bioreattori, 100 posti di lavoro e 100 milioni di dollari di investimenti già sul piatto. Proprio per colpa della  burocrazia. 

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