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Perché ‘Covid zero’ danneggia la Cina e il mondo

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Mentre Pechino e Shanghai hanno inasprito le restrizioni anti-Covid nel tentativo di contenere i focolai nelle città più importanti del paese, il premier Li Keqiang ha lanciato un allarme relativo alla situazione occupazionale in Cina, che è stata definita “grave e complicata“. Li ha incaricato tutti i dipartimenti governativi e le regioni di dare priorità alle misure volte ad aiutare le imprese a mantenere posti di lavoro e superare le attuali difficoltà.

“La stabilizzazione dell’occupazione è importante per il sostentamento della popolazione e rappresenta un supporto fondamentale per l’economia”, ha dichiarato Li, esortando le imprese a riprendere la produzione e ribadendo la politica del governo mirata a promuovere lo sviluppo delle società di piattaforme Internet per sostenere l’occupazione.

L’avvertimento del premier sull’occupazione è arrivato dopo che il tasso di disoccupazione è salito al 5,8% a marzo, il livello più alto da maggio 2020 secondo i dati rilasciati dal National Bureau of Statistics a metà aprile.

La scorsa settimana i principali leader cinesi hanno messo in guardia contro i tentativi di mettere in discussione la strategia ‘Covid zero’ del Paese, che ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia. L’implementazione di restrizioni ancora più intense a Shanghai e Pechino pone le autorità di fronte a ulteriori sfide.

Il 7 maggio la Cina ha registrato 4,384 nuovi casi di Covid-19. A Shanghai – metropoli in lockdown per settimane – sono stati individuati 3.975 casi, un numero in calo rispetto alle oltre 4.000 infezioni giornaliere delle settimane precedenti. Pechino ha registrato 62 nuovi casi mentre le autorità della capitale lavorano per contenere una diffusione più ampia.

Sia Shanghai che Pechino hanno aumentato le restrizioni per i loro residenti per raggiungere l’obiettivo ‘Covid zero’. I contatti stretti di persone risultate positive al virus vengono messi in quarantena e le persone residenti in edifici dove ci sono casi confermati vengono ora trasportate in strutture per la quarantena. In precedenza, solo le persone che vivevano nello stesso appartamento o sullo stesso piano di persone positive venivano considerate contatti stretti e messi in quarantena.

Alti funzionari di Shanghai, tra cui il segretario del partito Li Qiang, hanno promesso più volte di “vincere la guerra” contro l’epidemia. Dei quasi 4.000 casi segnalati a Shanghai, 11 sono stati trovati al di fuori delle aree di quarantena.

A Pechino, le autorità hanno richiesto a tutti i residenti nel distretto orientale di Chaoyang – sede di ambasciate e uffici di multinazionali tra cui Apple Inc. e Alibaba Group Holding Ltd. – di iniziare a lavorare da remoto. Per ridurre al minimo le infezioni, alcune aziende che forniscono servizi non essenziali nel distretto – come palestre e cinema – sono state chiuse.

Misure durissime come i lockdown nelle due città più importanti della Cina (e altrove) stanno pesando sulla seconda economia del mondo, interrompendo la catena di approvvigionamento globale e alimentando rischi di inflazione. Quelle misure hanno frenato le operazioni presso il più grande porto del mondo a Shanghai e bloccato le attività nelle principali città, colpendo le catene di approvvigionamento di imprese come Tesla Inc. e Apple.

Le esportazioni cinesi hanno raggiunto il tasso di crescita più debole da giugno 2020, mentre le importazioni si sono contratte per il secondo mese. Un segno della spesa ridotta dei consumatori, poiché milioni di residenti a Shanghai e altrove sono stati confinati nelle loro case.

Chen Yulu, vice governatore della Banca popolare cinese, ha dichiarato che la Banca centrale avrebbe guardato con maggiore attenzione alla stabilizzazione della crescita e ai sostegni per l’economia reale. In un’intervista pubblicata dall’agenzia Xinhua, Yulu ha sostenuto che le autorità aiuteranno le banche più piccole ad aumentare la loro capacità di prestito attraverso la vendita di obbligazioni perpetue. Nonostante le richieste del governo di Shanghai, molte imprese straniere hanno dichiarato di non essere ancora in grado di riavviare le loro attività.

I regolatori finanziari di Shanghai hanno invitato le banche locali a rafforzare il sostegno creditizio ai residenti con un ‘lavoro flessibile’, come i proprietari di negozi online e i camionisti.

Le istituzioni finanziarie della città hanno prestato 72,3 mld di yuan (10,8 mld di dollari) a settori tra cui vendita al dettaglio, ristorazione e turismo e 33,5 mld di yuan a fornitori di materiali e società di logistica da marzo, quando è iniziata l’ultima epidemia in città. Yu Wenjian, un funzionario della banca centrale di Shanghai, ha esortato le banche a consentire agli acquirenti di case di Shanghai di ritardare i pagamenti dei mutui o adattare i piani di pagamento per aiutarli a superare l’impatto di questa ondata di Covid.

L’articolo originale è su Fortune.com

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