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Urologia, se gli italiani hanno un problema

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Un piccolo esercito con problemi intimi, dei quali magari fanno fatica anche solo a parlare. Sono oltre 10 milioni le italiane e gli italiani afflitti da un problema urologico: circa uno su sei. Tre dei primi sei tumori maschili più diffusi nel nostro Paese riguardano l’apparato urinario. Due destano particolare preoccupazione tra gli esperti: il tumore del testicolo e quello della vescica. Problemi che, complici le difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari, si sono acuiti in questi 2 anni di pandemia.

Occorre recuperare il tempo perduto ma anche acquisire una maggiore consapevolezza dell’importanza della figura dell’urologo per prevenire e curare patologie molto serie, sia maschili che femminili. Non è un caso se, in occasione della seconda Giornata nazionale dell’Urologia, in programma domani, la Società Italiana di Urologia (Siu) e la Fondazione SIU sono affiancate da ben 11 associazioni di pazienti che coprono l’intero spettro delle malattie legate al benessere urologico, intimo e sessuale.

Tutti i cittadini avranno inoltre a disposizione un numero verde sempre attivo (800.189441), anche se in questa prima fase sarà dedicato esclusivamente ai profughi dell’Ucraina ospiti in Italia.

“Il ministero della Salute – ha assicurato Roberto Speranza – è vicino alla Società Italiana di Urologia e sostiene questa seconda giornata nazionale e la campagna di sensibilizzazione e di promozione alla prevenzione delle malattie urologiche. Queste iniziative sono sempre importantissime per la popolazione e fondamentali per evitare lo sviluppo di problematiche che, se individuate in ritardo, possono costringere i pazienti ad affrontare percorsi di cura più complessi e dolorosi. Per questo sarà sempre più importante che tutte le figure istituzionali e associative dei pazienti si uniscano e lavorino all’unisono con l’obiettivo comune di far crescere la qualità del nostro Servizio sanitario”.

“Gli urologi – ha spiegato Antonio Rizzotto, presidente Siu e direttore Uoc di Urologia Asl Viterbo – Ospedale Belcolle – hanno riscontrato sul campo che le patologie urologiche sono in aumento. Per questo siamo impegnati a far conoscere e ad informare i cittadini sull’importanza di controlli periodici fin da bambini, per evitare problemi da grandi. Se pensiamo che dei primi sei tumori maschili, ben tre sono di tipo urologico (prostata, rene, vescica), è evidente come un problema così rilevante sia ancora misconosciuto dal grosso dell’opinione pubblica”.

Occorre fare chiarezza. “Il nostro obiettivo è far capire alla popolazione che l’urologo non è solo il medico del benessere maschile, cioè il custode della salute dell’uomo, ma anche un medico che si occupa di urologia al femminile – ha aggiunto Giuseppe Carrieri, segretario generale Siu e professore ordinario di Urologia all’Università di Foggia – Non a caso quest’anno ci siamo fatti affiancare da 11 associazioni di pazienti che affrontano il tema urologia a 360 gradi. L’urologo deve accompagnare l’uomo e la donna in tutte le fasi della vita. Certamente al momento la sua figura è essenziale soprattutto per l’uomo, nella prevenzione dell’infertilità, tramite una precoce individuazione del varicocele, così come nella prevenzione dei tumori: insegnare ai giovani l’autopalpazione, per esempio, è fondamentale perché questo metodo resta tuttora il più efficace e affidabile”.

La cistite interstiziale. Si tratta di una “patologia così complessa e diffusa – ha raccontato Andrea Salonia, responsabile ufficio educazionale Siu e professore ordinario di urologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – Detta anche sindrome della vescica dolorosa, la cistite interstiziale colpisce nella stragrande maggioranza dei casi le donne (500 ogni 100 mila abitanti, il rapporto complessivo è di 10 a 1 rispetto agli uomini). E i suoi numeri sono in deciso aumento anche perché, nonostante sia una malattia la cui diagnosi è molto difficile, gli urologi oggi sono molto più preparati di un tempo nell’individuarla. A fronte di sintomi molto seri, che incidono pesantemente sulla qualità della vita, le linee di terapia a disposizione sono oggi diverse ed efficaci. E all’intervento per asportare la vescica si ricorre solo in circa il 10% dei casi”.

La chirurgia robotica. Una novità importate per il trattamento di numerose patologie urologiche, con vantaggi più che evidenti: “Come ha dimostrato un recente studio pubblicato su Jama – ha spiegato Andrea Minervini, responsabile ufficio ricerca e Fondazione Siu e direttore dell’Urologia Oncologica, Mini-invasiva, Robotica e Andrologica dell’Aou Careggi di Firenze – rispetto alla chirurgia a cielo aperto si sono registrate degenza inferiore, minore tasso di riammissione in ospedale, mortalità più bassa, complicanze dell’incisione chirurgica ed eventi trombo-embolici notevolmente ridotti. Sempre più frequentemente si utilizza l’approccio robotico, non solo per asportare l’organo malato ma anche per ricostruirne uno nuovo utilizzando l’intestino. Infine, in tema di prevenzione è invece fondamentale smettere di fumare perché il fumo è la causa più importante di questa malattia ed è altrettanto importante richiedere un consulto urologico in caso anche di minime tracce di sangue nelle urine”.

La sessualità – “Mantenere viva l’attività sessuale va di pari passo con una migliore qualità di vita, sia a livello fisico con rilascio di numerosi mediatori come le endorfine, sia a livello mentale che emotivo, soprattutto con l’avanzare dell’età – ha concluso Vincenzo Mirone, responsabile risorse e comunicazione Siu e professore ordinario di Urologia, Università Federico II di Napoli –  Tra i disturbi che possono inficiare sulla sessualità ci sono la disfunzione erettile con 40% dei pazienti intorno ai 50-55 anni e il 50% degli over 70, il deficit di testosterone (che secondo le stime interesserà circa 1,4 milioni nel 2030 e 1,7 milioni nel 2050) e l’ipertrofia prostatica benigna che interessa circa 6 milioni di italiani. Problematiche e patologie che spesso sono dovute a uno stile di vita scorretto da giovani e da scarsi controlli urologici. Anche per questo, soprattutto oggi che la tecnologia lo consente, mantenere una ‘linea aperta’ con i cittadini, attraverso tutti i canali possibili, è fondamentale”.

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