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Nestlè lancia i KitKat vegani, ma costano di più

KitKat
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I vegani con un debole per il cioccolato, e in particolare per i wafer ricoperti di cacao, potranno finalmente mettere le mani sui nuovissimi KitKat. Nestlé, il gigante alimentare svizzero, ha lanciato KitKat V, la versione vegana di una delle barrette di cioccolato più famose al mondo. Il lancio è pianificato in 15 Paesi europei, incluso il Regno Unito.

A differenza del classico KitKat, la versione vegana è realizzata a partire da una bevanda a base di riso che sostituisce il latte. Si tratta di uno dei più grandi lanci di un’alternativa vegana da parte di un importante marchio di dolciumi e ci sono voluti due anni per svilupparlo.

“Quattro consumatori su dieci affermano di essere intenzionati a passare a una dieta a base vegetale”, ha affermato in un’intervista Corinne Gabler, responsabile della pasticceria Nestlé per l’Europa. “Questo di KitKat potrebbe essere un mercato importante nel settore dolciario”.

Il mercato del cioccolato vegano è già attualmente valutato a 533 mln di dollari e si prevede che raddoppierà a 1,4 mld di dollari tra dieci anni.

Le piccole etichette hanno iniziato l’incursione nelle alternative al cioccolato al latte e ora stanno seguendo i grandi marchi. Il cioccolatiere svizzero Lindt & Spruengli AG, noto per i suoi coniglietti pasquali avvolti nella carta dorata, vende barrette a base di latte d’avena con la sua etichetta Hello. Mars ha introdotto versioni vegane delle sue barrette Bounty, Topic e Galaxy. Cadbury di Mondelez International ha rilasciato l’anno scorso la Plant Bar, presentata come un’edizione vegana del Dairy Milk.

Tuttavia, non sono mancate alcune battute d’arresto. Il più grande droghiere britannico Tesco Plc ha recentemente smesso di rifornire la versione vegana delle sue barrette di cioccolato Galaxy, dopo una discussione sorta attorno all’etichettatura. Del resto, i lanci di nuovi prodotti possono fallire. Lo ha scoperto anche Nestlè quando il suo Milkybar Wowsomes, con il 30% di zucchero in meno, è stato ritirato dagli scaffali a seguito della scarsa domanda.

Questa volta però, Nestlé ha grandi aspettative per KitKat V. Gabler ha affermato che l’azienda ha iniziato a produrre 300 tonnellate di KitKat vegani. Questo numero è paragonabile a decine di migliaia di tonnellate all’anno per i prodotti tradizionali KitKat in Europa.

Sebbene sia stata sviluppata a York, in Inghilterra – il cuore del polo di innovazione del cioccolato di Nestlé – la produzione avrà luogo ad Amburgo, in Germania, dove c’è una maggiore capacità.

Quale sarà il prezzo dei KitKat vegani?

C’è comunque una notizia poco gradita che riguarda i KitKat vegani, soprattutto durante la peggiore crisi del costo della vita negli ultimi decenni: KitKat V probabilmente costerà di più rispetto alla versione originale.

Questo perché è più costoso da produrre, a causa degli ingredienti più costosi e della necessità di misure di pulizia rigorose sulle linee di produzione, come ha tenuto ad affermare Nestlè.

L’anno scorso, durante il lancio di prova in alcuni punti vendita, KitKat V è stato venduto a circa 90 pence (cioè 1,06 dollari), rispetto a 60 pence o 70 pence per la versione non vegana. Gabler ha dichiarato che l’azienda sta lavorando per ridurre il più possibile questo divario.

Nestlé ha provato molte alternative non casearie tra cui avena, soia e mandorle prima di approdare alla formula finale a base di riso, per ottenere la giusta consistenza cremosa che caratterizza i KitKat non vegani.

“È stato molto impegnativo”, ha detto Louise Barrett, capo del Nestlé Confectionery Product Technology Center a York.

“I nostri esperti hanno lavorato a lungo per far sì che il gusto fosse il più possibile somigliante alla versione originale”.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com 

 

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