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Valvole del cuore malate dopo i 65 anni, ma 8 su 10 non lo sanno

anziana che sale le scale
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Un’epidemia silenziosa, che troppo spesso passa inosservata, come fosse una naturale conseguenza dell’età che avanza. Fai fatica a fare le scale, senti arrivare l’affanno dopo un modesto sforzo fisico, hai palpitazioni o vertigini? Ebbene, l’errore più grave è quello di far finta di niente, pensando che si tratti di qualche ‘acciacco’ normale dopo i 65 anni. Questi sintomi, anche se soltanto lievi, potrebbero infatti essere la spia di una malattia delle valvole cardiache.

Patologie del cuore sottostimate e sottodiagnosticate che, secondo le stime, colpiscono ogni anno il 12,5% degli ultra 65enni (oltre 1 su 10), ovvero oltre 1 milione di persone, con una previsione di crescita al 25% nel 2030, fino a salire al 33% nel 2040. E questo anche se solo due pazienti su dieci ne sono consapevoli (e si curano).

Eppure le cardiopatie sono il primo killer in Italia, e le malattie delle valvole del cuore comportano pesanti costi sociali ed economici, causando disabilità.

Ad attirare l’attenzione sul problema è la Fondazione Italiana per il Cuore, che nel mese del cuore e in vista della Giornata mondiale del 29 settembre, lancia un percorso educativo utile a individuare segnali e sintomi ‘spia’ (stanchezza, fiato corto, affanno, e altri) e ribadisce la necessità di un intervento più preciso da parte delle Istituzioni.

“Le malattie delle valvole cardiache sono ancora poco conosciute, vista l’assenza di sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Ecco perché abbiamo voluto ideare un opuscolo (realizzato grazie al contributo non condizionante di Edwards Lifesciences) nel quale, con un linguaggio semplice e comprensibile, spieghiamo come riconoscerle e cosa fare – spiega Paolo Magni, coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Italiana per il Cuore e professore presso l’Università degli Studi di Milano – Il vademecum verrà distribuito durante la Giornata mondiale del cuore e, sfogliandolo, si scopre come basti davvero poco per la diagnosi: l’auscultazione del cuore è infatti in grado di individuare il soffio cardiaco e deve spingere a una visita cardiologica”.

Il punto è proprio questo. “Occorre mettere in atto un percorso concreto mirato alla prevenzione, diagnosi precoce e cura delle malattie delle valvole cardiache, dicono da Fondazione italiana per il cuore, sollecitando istituzioni e politica. Questo impegno sarà intrapreso anche in ambito Europeo, nel contesto di una Joint Action, per promuovere lo sforzo congiunto degli Stati membri nella lotta contro queste patologie cardiache”, aggiunge.

Anni di disabilità

“Non dimentichiamo che l’Italia è un Paese che invecchia, e che in media abbiamo di fronte anni di vita in condizioni di disabilità: la stima è di 6 e mezzo per le donne e di 2 e mezzo per gli uomini. Ma questa disabilità, nel caso delle malattie delle valvole cardiache, può e deve essere prevenuta”, dice Magni.

Un maxi-screening del cuore

In queste settimane la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) sta promuovendo un programma di screening cardiologici rivolti alla popolazione sopra ai 65 anni, coinvolgendo 10 paesi geograficamente distribuiti nel territorio italiano, selezionati per dimensione (1.500-2.000 abitanti) e vicinanza a 10 Istituti cardiologici. Un progetto partito a Guarcino, in Ciociaria, come racconta Alessandro Boccanelli, vice-presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) e UniCamillus University Rome.

“Un Paese è un ecosistema limitato, molto utile per valutare l’efficacia di questi interventi. Dobbiamo pensare che l’aspettativa di vita è cresciuta di 10 anni negli ultimi 4 decenni e molto del merito è da attribuirsi ai passi in avanti compiuti dalla cardiologia. Questo ha però aperto il varco alle patologie degenerative delle valvole cardiache”, dice il cardiologo.

“Lo screening che stiamo conducendo ha una valenza unica nel suo genere, visto che non è mai stato fatto finora sulla popolazione italiana. Attraverso l’impegno dei Comuni e dei medici di famiglia siamo riusciti a coinvolgere circa 1.500 persone sopra ai 65 anni che vengono sottoposte ad elettrocardiogramma e, in caso di anomalie a un’ecografia. Un grande traguardo utile per strutturare interventi mirati di prevenzione di precisione, che speriamo di poter concretizzare con i risultati dello screening attesi a ottobre”. Ma l’idea è di continuare con il progetto, coinvolgendo piccoli Stati come San Marino e Città del Vaticano.

Tra l’altro nel corso dello screening è emerso che il 23% dei pazienti aveva un problema di questo tipo: ben più dei dati ufficiali. Ma forse questo è anche legato al fatto che la popolazione dei piccoli centri, meno attiva e incline a fare prevenzione, è più vulnerabile a questo tipo di problemi. “Avevamo realizzato uno studio in cui ‘fotografavamo’ le differenze fra il cuore di campagna e quello di città. Scoprendo che cultura, stile di vita, propensione all’attività fisica e dieta più salutare avvantaggiavano gli abitanti delle città”, ricorda Boccanelli.

Le mosse giuste

“Le malattie delle valvole cardiache possono sfuggire alla diagnosi perché i sintomi sono a volte riconducibili ad altre patologie che possono manifestarsi con l’avanzare delle età. La buona notizia – sottolinea Magni – è che è davvero semplice e fattibile arrivare ad una diagnosi, visto che è sufficiente l’auscultazione del cuore da parte del medico che permette di rilevare anomalie e procedere precocemente a controlli successivi come un ecocardiogramma o anche esami specialistici più complessi”.

L’opuscolo salva-cuore viene distribuito in migliaia di copie tramite le associazioni di Conacuore (Coordinamento nazionale associazioni di volontariato cardiopatici) in occasione delle iniziative in programma a settembre.

Come si curano le malattie delle valvole

Si tratta di patologie cronico-degenerative, fra le quali la stenosi aortica e il rigurgito mitralico e tricuspidale. Sono sempre più spesso riconducibili ad un declino funzionale e all’invecchiamento della popolazione. Vanno monitorate nel tempo, trattate con terapia farmacologica e, in caso di necessità, possono richiedere la riparazione o la sostituzione delle valvole cardiache.

Se non trattate, sono causa di morte nel 90% dei casi a 5 anni dalla diagnosi. Fare diagnosi precoce in modo semplice permette di individuare in anticipo le malattie delle valvole cardiache e di trattarle tempestivamente. Con vantaggi per i singoli, la società e il sistema sanitario nazionale.

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