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Häusermann (Egualia): tutela della sanità pubblica e delle aziende del farmaco

Enrique Häusermann Egualia Fortune Italia
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Non bastavano anni di pandemia. La crisi delle materie prime e quella dell’energia stanno mettendo a dura prova le aziende del farmaco in Italia. Il timore è che il ruolo strategico di queste imprese, riconosciuto nell’emergenza Covid, finisca in secondo piano.

A chiedere alla politica di assicurare continuità e sostenibilità della fornitura di gas, energia elettrica e carburanti alle aziende del settore è Enrique Häusermann presidente di Egualia (associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines), che parlando con Fortune Italia non usa mezzi termini. Il rischio, afferma, è quello di “gravi carenze di farmaci e l’insostenibilità stessa della produzione”.

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ll rincaro esorbitante dell’energia del 600% comporta rischi reali anche per la sopravvivenza delle imprese, come avete segnalato più volte all’attuale governo. Cosa chiedere da questo punto di vista al prossimo esecutivo?

Sappiamo che il rischio è vivo e presente per tutti i comparti produttivi. Prima di tutto le aziende della filiera farmaceutica chiedono di essere considerate, come avvenuto durante la pandemia, un comparto essenziale al quale assicurare continuità e sostenibilità della fornitura di gas, energia elettrica e carburanti, per evitare il rischio di carenza di terapie in Italia e all’estero. Oltre alla drammatica crisi energetica, le aziende del nostro comparto stanno affrontando, da ben prima dello scatenarsi del conflitto russo-ucraino severi incrementi dei costi di tutti i fattori della produzione e distribuzione (materiali, imballaggi, manutenzioni, fiale, packaging, eccetera), cresciuti in media del 35-40% rispetto allo scorso anno. Una situazione resa ancora più grave dai problemi di approvvigionamento delle materie prime. L’insieme di questi fattori rischia di causare gravi carenze di farmaci e l’insostenibilità stessa della produzione e distribuzione dei medicinali necessari alla popolazione, in Italia e all’estero.

In vista delle elezioni, quali sono le priorità di Egualia sul fronte Sanità?

La difesa dell’universalità della nostra Sanità pubblica deve rimanere il faro per qualunque Governo. Ma non possiamo non riflettere su alcune aree di particolare rilevanza per la gestione dell’assistenza farmaceutica. Vi sono alcune priorità a breve termine in relazione alla situazione emergenziale internazionale, a partire dalla tutela del settore contro la crisi inflattiva dei fattori produttivi. Appare innanzitutto necessario adottare urgentemente delle misure ad hoc finalizzate a garantire la sostenibilità della spesa e l’affidabilità delle forniture, attraverso un adeguamento dei prezzi per contrastare l’inflazione dei costi dei fattori produttivi per selezionate categorie di farmaci fuori brevetto essenziali nella pratica clinica, che oggi sono sotto una soglia di prezzo critica per la sostenibilità industriale. Per i farmaci fuori brevetto questi costi – raddoppiati, triplicati e oltre – vanno sottratti a prezzi negoziati nella maggior parte dei casi oltre 10 anni fa, con la conseguenza che per alcune categorie di generici equivalenti il prezzo a ricavo industria non è più sostenibile. A maggior ragione ciò vale per il mercato ospedaliero. La sospensione in via transitoria del payback – aggiunge – pari all’1,83% sul prezzo al pubblico per i farmaci in regime di spesa convenzionata Ssn: questa misura potrebbe comportare un impatto economico relativamente contenuto, producendo un supporto temporaneo concreto per contrastare la crisi inflattiva. La semplificazione di alcune regolamentazioni autorizzative in ambito produttivo per far fonte alle difficoltà derivanti dalla volatilità della disponibilità di alcuni fattori produttivi. Vi sono poi 6 priorità nel medio periodo: la definizione di un punto di riferimento nazionale sulla filiera strategica del farmaco che consenta un coordinamento nazionale delle politiche farmaceutiche. La programmazione e attuazione di una nuova campagna di informazione sul corretto uso dei farmaci e sui farmaci equivalenti. L’esclusione o la sostanziale riduzione del payback per tutti i farmaci fuori brevetto acquistati con gara ospedaliera in concorrenza. La revisione di tutti i meccanismi delle procedure pubbliche di acquisto tramite gara. La completa revisione dei flussi della distribuzione diretta e per conto puntando ad una uniformità a livello nazionale. Il rafforzamento e coordinamento di tutte le misure di sostegno alla produzione industriale farmaceutica sul territorio italiano, attraverso un impegno negoziale serrato e concreto del nostro Paese con le istituzioni europee per l’adeguamento della legislazione sugli aiuti di Stato.

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Come giudicate in Egualia oggi il Pnrr? Serve un ‘adattamento’, considerati gli ultimi eventi ovvero guerra e crisi energetica?

Il Pnrr rappresenta l’ultima chiamata per rilanciare il nostro Ssn, a patto di non sprecare i 20 miliardi da spendere per la Sanità da qui al 2026. Il primo obiettivo deve essere quello di far diventare la sanità un settore-chiave dello sviluppo del Paese, traendo insegnamento proprio da quanto accaduto durante la pandemia: l’Italia ha dimostrato di saper essere competitiva a patto di poter disporre di cure efficaci e di risorse umane motivate. Ma serve anche un cambio di mentalità: bisogna puntare sulla sburocratizzazione per modernizzare le strutture e ridisegnare percorsi adeguati alle esigenze di cura del mondo contemporaneo. E serve, soprattutto, puntare alla diffusione delle best practice su tutto il territorio nazionale, eliminando i gap che ancora separano le performance delle singole Regioni. L’Ssn non può continuare a viaggiare a velocità diverse e a tollerare una diversità d’accesso ai servizi da una zona all’altra del Paese.

L’Italia è ancora in coda quanto a investimenti nel settore rispetto al Pil, voi però avete sottolineato più volte che la spesa sanitaria va ripensata come un investimento….

In realtà anche la farmaceutica va pensata come un settore su cui cercare di attrarre investimenti: nel mondo è in corso una battaglia globale su questo fronte tra Stati Uniti e Cina. È indispensabile adottare in fretta un serio progetto di politica industriale dedicato al settore, che garantisca la crescita e il consolidamento del comparto farmaceutico nazionale. ;a resta prioritario destinare risorse a progetti di sviluppo industriale in grado di potenziare la produzione in Italia di farmaci e principi attivi farmaceutici. Ripeteremo al nuovo Governo la richiesta di una linea di investimento derivante dal Pnrr dedicata al settore farmaceutico, con un meccanismo di sostegno e finanziamenti a fondo perduto e incentivi per investimenti produttivi su tutto il territorio nazionale, per garantire al comparto un recupero di concorrenzialità rispetto ad altri Paesi europei”.

In che modo il settore equivalenti/biosimilari può contribuire alla sostenibilità del sistema?

Generici e biosimilari già contribuiscono alla sostenibilità del sistema. Sono generici il 70% dei farmaci dispensati in Europa per il trattamento di condizioni gravi come cancro, malattie autoimmuni, malattie respiratorie e malattie cardiovascolari. I farmaci biosimilari hanno ampliato la platea dei pazienti che possono ricorrere ai prodotti biotecnologici per il trattamento di patologi gravi e rare e hanno già contribuito al trattamento di milioni di pazienti affetti da tumori, sclerosi multipla, diabete, artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni e rare. Per far sì che l’industria europea rimanga un leader mondiale dell’innovazione è necessario poter disporre di medicinali accessibili a tutti. Senza farmaci a brevetto scaduto non vi sarebbero vere procedure di gara, non vi sarebbe concorrenza. Il nostro comparto contribuisce per sua natura alla realizzazione di importanti risparmi per il Ssn: per questo abbiamo chiesto più volta la revisione delle regole del payback, uno strumento inadeguato a risolvere le criticità della governance farmaceutica, che va totalmente ripensata.

Si è parlato in campagna elettorale di tassare gli extra-profitti delle aziende farmaceutiche realizzati in pandemia, grazie a prodotti innovativi (vaccini e anticorpi monoclonali) ma anche a equivalenti come ibuprofene e paracetamolo. Qual è la posizione di Egualia?

Il tema degli extra-profitti trattato da chi vorrebbe accomunare i produttori di medicinali a chi ha speculato sul costo dell’energia è improprio e francamente poco onesto. Davanti all’aumento esorbitante dei costi di produzione il bar può aumentare di 10 o 20 centesimi il costo del caffè, il ristorante può ritoccare i prezzi nel menu. Ma le imprese farmaceutiche non possono trasferire i maggiori costi sui prezzi dei medicinali su ricetta, perché tutti i prezzi sono negoziati o fissati per legge. Sulle forniture dei vaccini durante la pandemia la trattativa è stata condotta a livello sovranazionale… di che extra-profitti stiamo parlando? Abbiamo fornito a prezzi costanti i medicinali richiesti dal Servizio sanitario nazionale per curare i cittadini italiani e pagato il payback a fine anno (cioè abbiamo restituito un pezzo del nostro fatturato su questi medicinali). Questo argomento è una assurdità condita di malafede.

In sintesi, rivolgendoci alla politica, quali sono le tre priorità di Egualia?

Eccole: adottare una regia unica nazionale per la filiera strategica della farmaceutica, sia per la governance che per gli strumenti a sostegno della produzione e della ricerca e sviluppo; individuare strumenti di sostegno alla concorrenza generata dai farmaci equivalenti e biosimilari; sburocratizzazione e semplificazione delle procedure amministrative che fanno fuggire gli investimenti anziché attrarli

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