Euro digitale, c’è l’accordo politico nell’Ue. Ecco i prossimi passi

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L’euro digitale entra nella fase decisiva del suo percorso istituzionale. Dopo mesi di negoziati, nelle istituzioni europee è stato raggiunto un accordo politico su tutti gli articoli del testo che disciplinerà la futura valuta digitale della Banca Centrale Europea, un passaggio che avvicina ulteriormente il progetto alla sua realizzazione concreta.

Le prossime settimane saranno particolarmente importanti. Il 23 giugno è atteso il vo\to della Commissione Econ del Parlamento europeo, passaggio che dovrebbe aprire la strada all’approvazione definitiva in plenaria, prevista nelle settimane successive. Sul voto c’è grande fiducia: già nelle precedenti occasioni, quando era stato messo all’Ordine del giorno, il Parlamento aveva mostrato un ampio sostegno al progetto, considerato strategico per rafforzare la sovranità europea nel settore dei pagamenti digitali.

L’accelerazione dei tempi non è casuale: la Bce punta infatti a completare il quadro normativo entro l’inizio del 2027, in concomitanza con il 25esimo anniversario dell’entrata in circolazione dell’euro. Da quel momento scatterebbe un periodo di circa due anni necessario per consentire agli operatori finanziari di adeguare infrastrutture e servizi prima dell’effettiva introduzione dell’euro digitale. Quindi l’effettiva entrata in vigore del progetto, se tutte le tempistiche verranno rispettate, sarà il 2029.

Proprio sull’importanza strategica di questa transizione, Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce e alla guida del progetto, ha ricordato, di fronte alla Commissione Econ, come l’euro digitale sia ormai uno strumento fondamentale per il continente, spiegando che esso serve a “salvaguardare la sovranità monetaria dell’area dell’euro in un’economia sempre più digitalizzata, oltre a proteggere l’autonomia strategica del nostro sistema di pagamenti al dettaglio”.

L’Italia accelera nel progetto pilota, asse franco-tedesco più freddo

Mentre si definiscono i dettagli normativi, la macchina operativa è già in movimento. Per il prossimo luglio è atteso l’annuncio ufficiale dei Payment Service Providers (Psp) che prenderanno parte alla delicata fase pilota del progetto. Ad oggi, il sistema bancario italiano si muove da protagonista: il confronto con le autorità appare costruttivo e l’Italia farà la parte del leone portando nel pilota ben 7 banche, tra le più importanti a livello nazionale. Una reattività che contrasta con la marcata freddezza, se non aperta ostilità, che continua a registrarsi all’interno delle comunità bancarie di Francia e Germania. Tuttavia, non mancheranno grandi player di questi due Paesi, a partire da Deutsche Bank.

Il testo in via di approvazione ricalca fedelmente l’orientamento generale già concordato nel Consiglio dell’Unione Europea. Questo allineamento molto probabilmente ridurrà al minimo le frizioni nel successivo trilogo – il negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione – in particolare sui punti più sensibili come i tetti di possesso e i modelli di compensazione economica per i servizi di pagamento.

Limiti di spesa e impatto sul sistema bancario dell’euro digitale

Uno dei temi più discussi riguarda la soglia massima di euro digitali che un cittadino potrà detenere nel proprio ‘portafoglio digitale’. Al momento, la cifra non è stata stabilita. I negoziatori hanno optato per l’approvazione di una metodologia di calcolo: non potendo prevedere la situazione macroeconomica dell’Eurozona quando dovrebbe entrare in vigore l’euro digitale, l’algoritmo permetterà di fissare il limite esatto solo un anno prima del debutto sul mercato. L’obiettivo è chiaro: garantire una quantità di circolante digitale che non destabilizzi la raccolta delle banche commerciali.

Il progetto punta infatti a ristabilire un equilibrio nei depositi. Negli ultimi anni, la progressiva riduzione dell’uso del contante ha spinto una mole massiccia di liquidità verso i conti di deposito tradizionali, traducendosi in un vantaggio strutturale per le banche. L’introduzione dell’euro digitale intende bilanciare questo trend: la nuova moneta non andrà a sottrarre risorse all’economia reale, ma è concepita per assorbire progressivamente la circolazione del contante fisico, aumentandone la controparte virtuale.

Marco Pieroni (Banca d’Italia): “Così costruiamo l’euro digitale”

Poste Italiane Dic 25

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