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A Evis Sala (Gemelli) il premio dei radiologi americani

Evis Sala
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Prestigioso riconoscimento internazionale per Evis Sala, neo-direttore del Centro avanzato di radiodiagnostica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. La specialista, arrivata a Roma qualche settimana fa dopo una lunga esperienza presso l’Università di Cambridge, è stata premiata dalla Radiological Society of North America, la più grande società scientifica di radiologia al mondo.

Sala ha ottenuto l’Honorary Membership, il più importante conferito dalla Società scientifica a un radiologo non Nord-americano, nel corso del recente congresso annuale tenutosi a Chicago. In precedenza la specialista, che è anche ordinario di Radiologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore campus di Roma, era già stata insignita per ben tre volte del premio Rsna Honored Educator Award (nel 2014, 2017 e 2020).

“La professoressa Sala – ha detto Bruce G. Haffty, presidente della Rsna – ha dato un contributo fondamentale al nostro programma Boost, ed essendo io stesso un ricercatore nel campo dell’oncologia, posso dire di aver molto apprezzato e ammirato il contributo alla ricerca, da lei offerto nel corso degli anni”.

Chi è Evis Sala

Laureata in Medicina presso l’Università di Tirana, Sala ha conseguito un PhD in epidemiologia all’Università di Cambridge e ha completato delle fellowship presso l’Organizzazione Mondiale di Sanità per la ricerca oncologica e l’epidemiologia dei tumori.

Ricercatore di fama mondiale per i suoi studi sul carcinoma ovarico, Sala porta avanti da anni un programma di ricerche multidisciplinari che integrano gli studi di imaging con la genomica, l’ingegneria e l’intelligenza artificiale. In particolare, una parte delle sue ricerche è mirata allo sviluppo e alla validazione di biomarcatori di ‘imaging funzionale’, per ‘vedere’ non solo l’anatomia, ma anche la funzione di un tessuto; questo consente di valutare la risposta al trattamento oncologico utilizzando l’imaging metabolico e fisiologico del tumore.

Le sue ricerche cercano di integrare i metodi di imaging quantitativi (che valutano l’eterogeneità spaziale e temporale del tumore), con le diverse scienze ‘omiche’ (genomica, proteomica e metabolomica). L’obiettivo futuro è quello di integrare la biopsia liquida con lo studio dell’eterogeneità radiologica del tumore, per arrivare a realizzare una sorta di ‘biopsia virtuale’ o di indirizzare in maniera mirata quella tradizionale, attraverso una mappatura spaziale di precisione.

Sala sta anche studiando le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale per la ricostruzione delle immagini, la segmentazione e l’integrazione dei dati, e ha già messo a punto un algoritmo (disponibile in open source) che consente di valutare in appena 10 secondi l’estensione totale del tumore (un sistema prezioso per esempio in caso di carcinosi peritoneale).

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