Covid e trombosi, il ruolo chiave di un recettore

Centro ricerche Neuromed
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Il rischio trombosi ha preoccupato per mesi i vaccinati contro Covid-19, ma sin dall’inizio della pandemia si era notato che la ‘tempesta citochinica’, una risposta infiammatoria eccessiva del sistema immunitario al virus Sars-Cov-2, poteva portare alla formazione di trombi. Si tratta di masse formate da globuli rossi, piastrine, fibrina e globuli bianchi che, occludendo i vasi, possono portare a gravi patologie polmonari e cerebrali.

Ora uno studio italiano ha svelato il ruolo chiave di un recettore, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici. Il lavoro, pubblicato su Circulation Research, mostra che il virus pandemico si lega al recettore TLR4 delle piastrine.

I ricercatori dell’Università Sapienza di Roma, dell’Irccs Neuromed di Pozzilli,del Cardiocentro della Clinica Mediterranea di Napoli e dell’Istituto Pasteur Italia di Roma hanno utilizzato il plasma di pazienti Covid-19. La proteina Spike del virus, spiegano gli studiosi, si lega a questo specifico recettore piastrinico, attivando il processo trombotico.

“Questa ricerca – commenta il professor Luigi Frati, direttore Scientifico dell’Irccs Neuromed – apre una prospettiva di cura dei casi evoluti in situazioni cliniche avanzate (ricoveri in terapia intensiva, attivazione della tempesta citochinica), utilizzando inibitori di TLR4″.

La strada sembra segnata. “Il gruppo di Chimica farmaceutica che ha lavorato a questo progetto potrà poi selezionare – tramite docking farmacoforico – molecole che abbiano una elevata capacità inibitoria dell’attivazione di TLR4, come del resto già dimostrato in questo lavoro, che deriva da un filone di ricerca portato avanti negli anni dal professor Francesco Violi e che si avvalso dell’eccellente team che ha condotto le ricerche. La strada è lunga – avverte Frati – ma l’obiettivo è quello di rendere l’infezione virale non più patogenetica come lo è oggi”.

Non solo. Questo approccio metodologico “non risente delle varianti genetiche del virus. In altri termini” con questa strategia “si può riuscire a bloccare gli eventi successivi (tempesta citochinica-microtrombosi) qualsiasi sia la variante”, conclude Frati. Considerato che adesso l’obiettivo è proprio quello di contrastare le conseguenze gravi di Covid-19, il risultato dello studio può rivelarsi davvero utile.

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