Pharma, le nuove professioni nell’era dell’intelligenza artificiale/VIDEO

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L’intelligenza artificiale  e i Big data hanno rivoluzionato il pharma, anche in Italia. Così non stupisce che cambino anche le professionalità ricercate dalle aziende.

Ingegneri elettronici, ingegneri di processo, biotecnologi, farmacoeconomisti, data scientist e Scrum master. Sono tutte competenze che cerchiamo con forza sul mercato italiano”, sottolinea il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, in un incontro con la stampa di settore. Vediamo, allora, quali sono le figure più ambite nel settore.

AAA, i talenti più gettonati

Dal 2016 al 2022 il pharma ha registrato un +10% circa dell’occupazione, “in gran parte under 35”, ha ricordato Cattani, che guarda al futuro con ottimismo. “Siamo molto fiduciosi riguardo ai trend sull’occupazione. Continueremo con un trend robusto di assunzioni, attento alle nuove competenze”.

Ricerca e produzione di farmaci e vaccini sono cambiate. “Cerchiamo, a volte trovandole con difficoltà, nuove competenze che possano rafforzare la transizione verso la piena digitalizzazione della produzione, ma anche dell’attività di ricerca e commerciale delle aziende farmaceutiche”, dice Cattani.

Servono più ingegneri elettronici e di processo, biotecnologi, Scrum master e data scientist. “E meno operai”. Questo perchè, spiega il numero uno di Farmindustria, digitalizzazione e intelligenza artificiale hanno trasformato un settore in cui l’innovazione è linfa vitale. Dalla ricerca, allo sviluppo, fino alla fase di produzione e commercializzazione.

Marcello Cattani
Marcello Cattani presidente Farmindustria

Chi è lo scrum master

Fra le nuove professioni c’è questa nuova figura: si tratta di un componente di un team di sviluppo di un prodotto, incaricato di garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati utilizzando la metodologia Scrum, in modo da rendere il processo più agile. Ha anche il compito di eliminare eventuali ostacoli che i componenti del team possono incontrare sulla strada.

Giovani contesi

“Continueremo con un trend robusto di assunzioni verso le nuove competenze. E devo dire che ci contendiamo i giovani con altri settori che vivono di innovazione. Ecco perchè – sottolinea il manager – dobbiamo sensibilizzare ancor di più i ragazzi verso la scienza, attraverso l’orientamento e l’alternanza scuola lavoro, ma anche collaborazioni con le università”.

Per preparare e coltivare per tempo quelle competenze cruciali in settori dove il lavoro c’è. Farmindustria in questi anni si è mossa, attivando numerose collaborazioni con accademia, scuole e società scientifiche. “Se seminiamo bene, raccoglieremo”, conclude Cattani.

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