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Covid, frenata a doppia cifra in Italia

starnuto Covid

Col mese di marzo tutti i numeri di Covid-19 sono in calo in Italia: negli ultimi sette giorni arretrano contagi (-10,1%), ricoveri ordinari (-10,2%) e terapie intensive (-24,1%). Come segnala l’ultimo monitoraggio di Fondazione Gimbe, scendono anche i decessi (-5,3%).

I contagi sono sicuramente sottostimati, considerato il -10,4% dei tamponi, ma il trend è chiaro (come mostra il dato degli ospedali) e il virus non fa più così paura. Così la frenata ‘contagia’ anche i vaccini: con meno di mille richiami al giorno nell’ultima settimana, precipitano quarta (-32,4%) e quinta dose (-36,6%).

Nei dettagli, il monitoraggio indipendente della Fondazione, rispetto alla settimana precedente, segnala le seguenti variazioni:
Decessi: 216 (-5,3%)
Terapia intensiva: -33 (-24,1%)
Ricoverati con sintomi: -335 (-10,2%)
Isolamento domiciliare: -3.631 (-2,5%)
Nuovi casi: 23.963 (-10,1%)

La frenata e le regioni in controtendenza

“Dopo l’aumento di due settimane fa – ha commentato il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – prosegue il calo (-10,1%) dei nuovi casi settimanali, che rimangono comunque ampiamente sottostimati. Da oltre 26 mila nella settimana precedente sfiorano quota 24 mila, con una media mobile a 7 giorni di 3.423 casi al giorno”.

I nuovi casi Covid aumentano però in 4 Regioni: dal +3,8% della Lombardia al +23,7% della Provincia Autonoma di Trento. In 37 Province si registra un aumento dei nuovi casi: dal +0,7% di Verona al +217,1% di Rimini.

Gli ospedali si svuotano

Come ha precisato Marco Mosti, direttore Operativo Gimbe, “cala il numero dei ricoveri sia in area medica (-10,2%) che in terapia intensiva (-24,1%)”. In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, raggiunto il massimo di 148 il 28 febbraio, sono scesi a 104 il 9 marzo; in area medica, raggiunto il massimo di 3.331 il 23 febbraio, sono scesi a 2.962 il 9 marzo. A questa data il tasso nazionale di occupazione Covid è del 4,7% in area medica (dall’1,1% del Molise al 14,2% dell’Umbria) e dell’1% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Marche, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta al 2,6% di Emilia Romagna e Molise). Non solo. Risultano infatti “in diminuzione gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 12 ingressi/die rispetto ai 17 della settimana precedente”.

Italiani e vaccini

Non stupisce, dunque, la frenata dei vaccini. In totale sono state somministrate 489.861 quinte dosi, con una media mobile di 693 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 1.094 della scorsa settimana (-36,6%). In attesa che, come ha anticipato il direttore generale della Prevenzione del  ministero della Salute, Gianni Rezza al Corriere della Sera, l’Organizzazione Mondiale della Sanità annunci la fine della pandemia di Sars-Cov-2, vogliomo ricordare l’importanza di mantenere alta l’attenzione su anziani e fragili. 

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