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Diabete: è possibile evitarlo o ‘cancellarlo’, ecco come

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“Sii consapevole dei rischi e conosci le tue risposte”. È questo lo slogan-consiglio della Giornata mondiale del diabete 2023, promossa in tutto il mondo dall’International Diabetes Federation. Che è un po’ una rivisitazione del ‘conosci te stesso’ di socratica memoria e che riguarda una persona su 10 nel mondo, tanto è diffusa questa malattia.

E se a livello planetario si stima che almeno la metà delle persone con diabete non sappia di esserlo, anche l’Italia non scherza. Oltre ai 3,7 milioni di diabetici tricolore ‘ufficiali’, nel nostro Paese gli esperti ritengono che almeno un altro milione sia della partita senza saperlo, permettendo così a questa condizione di fare silenziosamente i suoi danni, giorno dopo giorno. Un vero delitto perché molti casi di diabete (e parliamo del tipo 2, quello che riguarda oltre il 90% di tutti i casi) possono essere oggi prevenuti con l’adozione di abitudini di vita salutari.

Ma non solo. È scientificamente provato che molti casi di diabete, in particolare quelli correlati al sovrappeso e all’obesità, possono essere ‘cancellati’, essere cioè mandati in remissione grazie ai nuovi farmaci anti-diabete e obesità e agli interventi di chirurgia ed endoscopia bariatrica. Riportando indietro la lancetta della bilancia insomma, in molti casi si riesce a ‘restaurare’ anche il metabolismo degli zuccheri.

Secondo studi recenti infatti è possibile riportare la glicemia a livelli normali (remissione completa, che significa normoglicemia per almeno 3 mesi dalla sospensione di qualsiasi terapia) o a livelli di pre-diabete (remissione parziale); non serve la bacchetta magica, né la macchina del tempo. Basta perdere peso. Ma tanti chili, se si è obesi, cioè con un indice di massa corporea superiore a 30.

L’importante però è agire subito, nei primi anni di comparsa del diabete, senza lasciare che la malattia ‘invecchi’ e consolidi la sua presenza e i suoi danni. Ecco perché l’invito a ‘conoscere sé stessi’, anche sul versante della glicemia, oggi è più che mai importante e di scottante attualità scientifica.

Lo stile di vita anti-diabete prevede tanta attività fisica (cioè allenarsi ad intensità moderato-alta almeno mezz’ora al giorno e almeno 5 giorni a settimana), dichiarare guerra alla sedentarietà, ritrovare il peso forma con la dieta, i farmaci o con la chirurgia bariatrica a seconda dell’importanza del sovrappeso; mangiare sano, cioè ‘mediterraneo’ e ‘integrale’; dormire bene e a sufficienza indagando a fondo un’eventuale roncopatia (il russare), per svelare una possibile sindrome delle apnee da sonno e gestirla adeguatamente; smettere (immediatamente) di fumare, stando alla larga anche dai fumatori, dalle nuvole di svapo e dalle e-cigarette.

Per perdere peso, possono essere di grande aiuto i nuovi farmaci anti-diabete e contro l’obesità come gli agonisti recettoriali del GLP-1 – liraglutide, semaglutide, tirzepatide – e quelli in arrivo (i cosiddetti dual o triple agonist). La chirurgia bariatrica, in particolare il cosiddetto bypass gastrico, rappresenta il modo più rapido ed efficace per perdere peso.

Ma perché perdere peso è così importante per combattere o addirittura riuscire cancellare il diabete dalla propria agenda di vita? Perché i chili di troppo aumentano la cosiddetta resistenza insulinica, l’incapacità cioè dei tessuti di rispondere adeguatamente a questo prezioso ormone pancreatico, con un ruolo centrale nel metabolismo.  Perdere il 10% o più del peso iniziale consente alle cellule di tornare a ‘rispondere’ all’insulina.

A volte basta la dieta a ‘cancellare’ il diabete. Ma non è impresa facile. Bisogna essere davvero convinti e determinati. Lo studio inglese DiRECT (Diabetes Remission Clinical Trial) ha dimostrato che è possibile e in un terzo dei partecipanti l’obiettivo ‘remissione del diabete’ è stato raggiunto e mantenuto per almeno due anni. Ma non è stata proprio una passeggiata.

All’inizio dello studio, tutti gli alimenti sono stati sostituiti da ‘bibitoni’ salutari che, alla fine del giorno, permettevano di introdurre appena 800 calorie; poi, pian piano venivano reintrodotti gli alimenti ‘veri’. Il tallone d’Achille di un regime così duro, è riuscire a mantenerlo a lungo termine. Molto più fattibile è adottare invece a tempo indeterminato una dieta sana, quale appunto quella Mediterranea o quelle vegetariane. Molto di moda anche le diete ‘keto’ e il ‘digiuno intermettente’, ma in questi casi è bene attendere un endorsement scientifico più consistente. E inoltre, anche questi regimi alimentari ricadono nel capitolo ‘difficili da seguire a lungo termine’.

Vita sana anti-diabete non è solo dieta ed esercizio fisico. È anche avere ben chiaro l’ABC del diabete: A come emoglobina glicata (indicata dalla ‘sigla’ A1c, è il ‘riassunto’ del compenso glicemico degli ultimi 2-3 mesi), che deve essere tenuta sotto controllo (il che, per una persona in terapia anti-diabete, significa al di sotto del 7%); B come ipertensione (blood pressure in inglese, con valori ideali sotto 120/80 mmHg) e C come colesterolo (quello cattivo, in caso di diabete, dovrebbe essere mantenuto al di sotto dei 100 mg/dl e, in caso di soggetti ad altissimo rischio di malattie cardiovascolari, addirittura sotto i 55 mg/dl).

È solo controllando bene l’intero ‘pacchetto’ dell’ABC, la micidiale triade che danneggia le arterie, che si riesce a fare la differenza. E dunque, “know your risk, know your response”. Anche online, attraverso il test messo a disposizione dell’IDF.

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