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Morbillo, un database per monitorarlo nel mondo. Cosa succede in Italia

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“Il morbillo è una malattia altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini e che non va sottovalutata: comporta rischi per la salute e complicazioni come polmoniti ed encefaliti“. A ricordardarlo a Fortune Italia è l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma, che insieme a un gruppo di colleghi fra cui  Francesco Branda del Campus Bio-Medico, Fabio Scarpa dell’Università di Sassari e Marta Giovannetti della Fundação Oswaldo Cruz di Minas Gerais (Brasile), ha messo a punto un database per il monitoraggio mondiale della malattia. 

Un elemento prezioso, descritto su ‘Infectious Disease Report’ e utile per avere una ‘fotografia’ in tempo reale su una patologia finita sotto i riflettori, anche in Italia, per l’aumento di casi e la rilevazione nel nostro Paese di una variante che può sfuggire ai test diagnostici. Allora partiamo proprio dalla Penisola: cosa sta succedendo sul fronte morbillo?

I nuovi casi e la stanchezza vaccinale

I dati dell’Istituto superiore di sanità ci dicono che si è osservato un aumento dei casi di morbillo negli ultimi quattro mesi del 2023, con 32 contagi segnalati tra settembre e dicembre 2023, rispetto a tre casi dello stesso periodo del 2022. L’età media dei contagiati è 27 anni, ma l’incidenza più elevata è stata osservata “nei bambini sotto i 5 anni di età. E il 93% dei casi totali era non vaccinato. Inoltre il 26% dei casi ha riportato una complicanza. Ecco, questi sono dati che devono farci riflettere – dice Ciccozzi – perchè questa è una vaccinazione obbligatoria dopo la legge Lorenzin del 2017: come mai abbiamo bimbi non immunizzati? Qualcosa non ha funzionato“.

L’effetto Covid

I bambini piccoli, ragiona Ciccozzi, che avrabbero dovuto essere vaccinati negli anni della pandemia, hanno saltato o rinviato la puntura probabilmente anche perchè l’attenzione sul morbillo si era attenutata.

Ma la situazione è da monitorare: a gennaio 2024 sono stati segnalati 27 casi di morbillo da 7 Regioni. “E i casi ci sono stati anche a febbraio. A mio parere – aggiunge l’epidemiologo – la comunicazione sbagliata su Covid-19 – vaccino sì, vaccino no, durata della protezione – ha alimentato una stanchezza e un disorientamento nei confronti di tutti i vaccini. Inoltre – continua – negli anni della pandemia l’attenzione si è focalizzata sul Coronavirus e le altre patologie sono rimaste indietro: c’è chi non ha fatto controlli e screening, chi ha rinviato le vaccinazioni”.

Ma il vaccino, ricordano gli autori dello studio, “rimane la misura preventiva più efficace contro la trasmissione del morbillo. E una copertura vaccinale incompleta può portare a mutazioni virali, compromettendo potenzialmente l’immunità”. Il fatto è che “la pandemia di Covid-19 ha esacerbato le sfide legate agli sforzi di sorveglianza e immunizzazione, lasciando milioni di persone esposte a malattie prevenibili, come appunto il morbillo”.

Un problema globale

“Il nostro team ha sviluppato un database ad accesso aperto 24 ore su 24 per il monitoraggio globale del morbillo, facilitando la raccolta e l’analisi standardizzata dei dati. Proprio l’analisi dei casi di morbillo dal 2011 al 2023 rivela tendenze fluttuanti, con notevoli aumenti in Africa nel 2019 e nel 2023, indicando potenziali lacune nelle strategie di controllo”, sottolineano gli autori dello studio.

Utilizzando uno strumento di rilevamento automatizzato sviluppato dal team del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), “abbiamo identificato 28 variazioni significative tra le regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sottolineando l’importanza del monitoraggio continuo per rilevare tempestivamente i cambiamenti epidemiologici. Questi risultati evidenziano la necessità di robusti sistemi di sorveglianza e di sforzi accelerati di vaccinazione per salvaguardare la salute pubblica”, concludono i ricercatori.

“Il fatto è – ribadisce Ciccozzi – che il morbillo è da tenere d’occhio anche in Europa e in Italia, ancor più per via della stanchezza vaccinale da Covid”.

Il messaggio dell’epidemiologo

“Bisogna essere chiari con le persone: ci sono vaccini che occorre fare perché è meglio per te, ed è il caso del morbillo, che può dare complicanze come polmoniti, encefaliti. E altri che si possono fare in determinate occasioni. Ad esempio, chi va in Brasile e in Sudamerica, farebbe bene a vaccinarsi contro la dengue”, chiosa l’esperto.

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