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Farmacogenomica, Filippelli guida per l’Italia il progetto 1+ Million Genomes

Filippelli

Cure personalizzate in base ai geni. L’identificazione di differenze genetiche utili per lo studio e lo sviluppo di nuovi farmaci ‘su misura’ è uno dei filoni più interessanti della ricerca. Ebbene, Fiorella Amelia Filippelli, docente di Farmacologia all’Università degli Studi di Salerno e componente della Società italiana di farmacologia (Sif), è la referente per l’Italia per la farmacogenomica nel progetto europeo 1+ Million Genomes (1+MG), che punta a migliorare la prevenzione delle malattie, consentire trattamenti più personalizzati e sostenere la ricerca innovativa.

A dare notizia dell’incarico è la Sif sui suoi canali social. Ma di che si tratta? Se la farmacogenetica studia in che modo le differenze genetiche influenzano la variabilità della risposta farmacologica di un individuo, la farmacogenomica punta all’identificazione delle caratteristiche del Dna utili per lo studio di nuovi farmaci e il loro sviluppo.

Il progetto europeo

L’iniziativa 1+ Million Genomes ha dunque il potenziale per migliorare la prevenzione delle malattie, consentire trattamenti più personalizzati e sostenere la ricerca innovativa. E questo perché mira a consentire un accesso sicuro alla genomica e ai relativi dati clinici in tutta Europa, per sostenere la ricerca innovativa e l’elaborazione delle politiche sanitarie e incentivare trattamenti sanitari personalizzati con il potenziale di migliorare la prevenzione delle malattie. Si tratta di uno dei più grandi progetti al mondo in materia di genomica e contribuisce principalmente alla definizione di norme globali in questo settore.

Le prospettive

Filippelli si è detta onorata dal nuovo incarico, che è “al contempo anche una grande responsabilità.La nomina come referente italiano è il frutto di un lungo lavoro di equipe, che ha dato risultati sia nel campo della ricerca pura che direttamente sul paziente. Ormai nella mia Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno non c’è paziente che necessiti di una chemioterapia a base di fluorouracile e suoi derivati, che non faccia preventivamente un test farmacogenetico per escludere la presenza di polimorfismi genetici, così come non c’è paziente che debba sottoporsi a una terapia complessa, che non usufruisce di una consulenza farmacologica”.

Gli obiettivi del gruppo 1+ Million Genomes sono proprio quelli di integrare – a livello europeo – le conoscenze e le competenze in campo genetico “con l’intento di migliorare la ricerca clinica per consentire trattamenti farmacologici sempre più personalizzati e precisi”, chiarisce la docente.

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