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Covid in Italia e i sintomi di Long Covid nei bimbi (che cambiano con l’età)

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Altro che primavera. In barba al meteo e all’altalena delle temperature restano bassi i numeri di Covid-19 in Italia. Stando all’ultimo monitoraggio diffuso da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, infatti, tra il 25 aprile e il 1 maggio c’è stata solo una lieve oscillazione nei numeri, con 618 nuovi casi positivi (+17,0% rispetto alla settimana precedente, quando erano 528).

Parliamo comunque di una situazione sotto controllo, a fronte di oltre 76mila tamponi. Nel frattempo dal Congresso di pediatria in corso a Toronto, arrivano i dati di uno studio sul Long Covid nei bimbi: i sintomi, spiegano i ricercatori, variano non poco in base all’età.

I dati italiani

Ma vediamo prima la situazione italiana. A fronte di poco più di 600 contagi, sono stati 9 i decessi di pazienti positivi a Covid, contro i 7 della settimana precedente. Situazione decisamente stabile negli ospedali: il tasso di occupazione in area medica al 1 maggio è pari allo 0,9% (542 ricoverati), rispetto a 0,9% (570 ricoverati) del 24 aprile, mentre nelle terapie intensive siamo allo 0,2% (18 ricoverati), rispetto allo 0,2% (19 ricoverati) di sette giorni prima. Insomma, l’andamento dell’endemia non sembra subire scossoni. Nel frattempo anche il rebus Long Covid pare chiarirsi.

I sintomi nei bambini

Stando a una ricerca multicentrica, presentata al Meeting 2024 delle Pediatric Academic Societies, ormai è possibile  riconoscere (e gestire) il Long Covid nei bambini in modo più accurato, sulla base dei sintomi comuni in base all’età del piccolo paziente.

In particolare, i ricercatori – che hanno intervistato anche migliaia di operatori sanitari – hanno diviso la ‘platea’ in neonati, bambini piccoli e bambini in età prescolare (dalla nascita ai cinque anni); bambini in età scolare (dai 6 agli 11 anni); adolescenti (dai 12 ai 17 anni); e giovani adulti (dai 18 ai 25 anni). Poi il campione è stato osservato e confrontato con soggetti che non avevano avuto l’infezione, a caccia dei segnali per indicare il Long Covid.

Spossatezza, fobie e olfatto

Ebbene, i bambini in età scolare, gli adolescenti e i giovani adulti con una storia di infezione da Covid-19 avevano molti sintomi prolungati in comune, inclusi una mancanza di energia, stanchezza dopo aver camminato, mal di testa, dolori al corpo, ai muscoli e alle articolazioni, vertigini, difficoltà a concentrarsi o focalizzare e, infine, sintomi gastrointestinali, come nausea e vomito.

Alcuni sintomi però variavano in base all’età: i bambini in età scolare avevano più spesso fobie o paure prolungate e rifiuto scolastico, gli adolescenti lamentavano invece più di frequente paura della folla o degli spazi chiusi e attacchi di panico rispetto ai coetanei senza una storia di infezione da Covid-19. Inoltre le alterazioni nell’olfatto o nel gusto erano più comuni fra adolescenti e giovani adulti, mentre il dolore toracico e le palpitazioni erano segnalate dai giovani ma non dagli altri gruppi di pazienti più piccoli.

Fra gli under 5 anni, infine, erano più comuni sintomi come scarso appetito, disturbi del sonno, irritabilità e problemi respiratori prolungati come naso chiuso e tosse. “Questi risultati sottolineano l’importanza di caratterizzare il Long Covid nei bambini”, ha affermato Rachel Gross, associata di pediatria presso la New York University Grossman School of Medicine. Il primo passo per impostare un trattamento efficace.

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