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Super batteri: la nuova lista dei più cattivi al mondo

batteri superbug

L’Organizzazione Mondiale della Sanità aggiorna la lista dei batteri più insidiosi al mondo. Un elenco che comprende 15 famiglie di superbug resistenti agli antibiotici, raggruppate in tre categorie dal punto di vista della pericolosità. L’elenco fornisce anche indicazioni sullo sviluppo di trattamenti per fermare la diffusione dell’antimicrobico resistenza. Ma quali sono le novità? Lo abbiamo chiesto al virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano, che al tema ha dedicato il libro ‘I superbatteri. Una minaccia da combattere‘, scritto insieme a Paola Arosio ed edito da Raffaello Cortina.

“E’ molto importante questa revisione che tiene conto delle variazioni epidemiologici e, quindi, della natura dinamica dell’evoluzione dell’antibiotico terapia. È fondamentale, infatti, un intervento preciso che non faccia sprecare gli antibiotici, distinti in tre livelli. Si evidenziano dunque le opportune combinazioni per garantire un uso razionale degli antibiotici”, dice Pregliasco.

La lotta ai super batteri “è complessa e ognuno deve fare la sua parte: le istituzioni devono promuovere studi e dare indicazioni epidemiologiche corrette per la gestione del fenomeno negli ospedali, gli allevamenti devono utilizzare in modo ragionevole gli antibiotici, le aziende farmaceutiche devono sviluppare nuovi principi attivi, il medico curante deve prescrivere questi farmaci in modo attento e miranto. Infine il singolo paziente – sottolinea Pregliasco – deve seguire le prescrizioni dal punto di vista della durata”. Insomma, no al fai da te.

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L’antimicrobico resistenza

Questo fenomeno si verifica quando batteri, virus, funghi e parassiti non rispondono più ai farmaci, aumentando il rischio di diffusione di malattie gravi e decessi. La resistenza antimicrobica è determinata in gran parte dall’uso improprio o eccessivo degli antibiotici.

“Grazie alla mappatura dell’impatto globale di batteri resistenti ai farmaci e alla valutazione del loro effetto sulla salute pubblica, questo elenco è fondamentale per orientare gli investimenti” per lo sviluppo di nuovi antibiotici, sottolinea Yukiko Nakatani, vicedirettore generale dell’Oms per la resistenza antimicrobica. “Da quando è stato pubblicato il primo elenco dei patogeni prioritari batterici nel 2017 la minaccia si è intensificata, erodendo l’efficacia di numerosi antibiotici e mettendo a rischio molti dei progressi della medicina moderna”. Un pericolo da non sottovalutare, dal momento che l’Oms ha messo più volte in guarda contro i rischi di quella che hanno definito un’apocalisse antibiotica, causata dalla perdita di efficacia di questi medicinali.

“La resistenza antimicrobica mette a repentaglio la nostra capacità di trattare efficacemente infezioni come la tubercolosi, portando a malattie gravi e ad un aumento dei tassi di mortalità”, ha affermato il dottor Jérôme Salomon, vicedirettore generale dell’Oms per la copertura sanitaria universale, le malattie trasmissibili e non.

Cosa c’è di nuovo

La lista 2024 ha visto la rimozione di cinque combinazioni patogeno-antibiotico incluse nel BPPL 2017 e l’aggiunta di quattro nuove combinazioni. Il fatto che gli Enterobatteri resistenti alle cefalosporine di terza generazione siano elencati come un elemento a sé stante all’interno della categoria di priorità critica sottolinea “il loro peso e la necessità di interventi mirati, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito”, dicono dall’Oms

Il passaggio dell’infezione da Pseudomonas aeruginosa resistente ai carbapenemi da priorità critica a priorità alta riflette invece le recenti segnalazioni di diminuzioni della resistenza globale. Nonostante ciò, gli investimenti in ricerca e sviluppo e in  strategie di prevenzione e controllo mirate “rimangono importanti”, segnalano dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

La nuova lista dei super batteri

Priorità critica:

Acinetobacter baumannii, resistente ai carbapenemi;
Enterobatteri resistenti alle cefalosporine di terza generazione;
Enterobatteri resistenti ai carbapenemi;
Mycobacterium tuberculosis, resistente alla rifampicina.

Priorità alta:

Salmonella Typhi, resistente ai fluorochinoloni
Shigella spp., resistente ai fluorochinoloni
Enterococcus faecium, resistente alla vancomicina
Pseudomonas aeruginosa, resistente ai carbapenemi
Salmonella non tifoidea, resistente ai fluorochinoloni
Neisseria gonorrhoeae, resistente alle cefalosporine e/o ai fluorochinoloni di terza generazione
Staphylococcus aureus, meticillino-resistente.

Priorità media:

Streptococchi di gruppo A, resistenti ai macrolidi
Streptococcus pneumoniae, resistente ai macrolidi
Haemophilus influenzae, ampicillina-resistente
Streptococchi di gruppo B, resistenti alla penicillina.

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